{"id":145,"date":"2009-09-14T14:46:33","date_gmt":"2009-09-14T13:46:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.corvelva.org\/?page_id=145"},"modified":"2009-09-14T14:46:33","modified_gmt":"2009-09-14T13:46:33","slug":"influenza-ah1n1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/vaccini-volontari\/influenza-ah1n1\/","title":{"rendered":"Influenza A\/H1N1"},"content":{"rendered":"<p>Cari genitori,<\/p>\n<p>ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.<\/p>\n<p>La mia risposta \u00e8 <strong>NO<\/strong>! Un &#8216;no&#8217; motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un \u2018no&#8217; controcorrente perch\u00e9 molti organismi pubblici, alcune societ\u00e0 scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:\u00a0 avranno le loro ragioni.<\/p>\n<p>Influenza stagionale e influenza <strong>A\/H1N1<\/strong>: alcuni dati a confronto<\/p>\n<p>L&#8217;epidemia, iniziata in Messico nel 2009, \u00e8 di modesta gravit\u00e0: il virus A\/H1N1 si \u00e8 dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sar\u00e0 l&#8217;unica patologia che colpir\u00e0 i bambini in questo inverno, e non sar\u00e0 facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell&#8217;influenza A hanno poca sensibilit\u00e0 (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A\/H1N1.<\/p>\n<p>Sembra per\u00f2 essere un virus molto contagioso, ed \u00e8 stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione \u00e8 stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravit\u00e0, cio\u00e8 della mortalit\u00e0 che la malattia pu\u00f2 provocare. La nuova influenza pu\u00f2 colpire pi\u00f9 persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalit\u00e0, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l&#8217;A\/H1N1 \u00e8 circolato ampiamente \u00e8 dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realt\u00e0 potrebbe essere ancora inferiore. Perch\u00e9 generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di pi\u00f9), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilit\u00e0).<\/p>\n<p>Non deve meravigliare: purtroppo si pu\u00f2, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si \u00e8 anziani.<\/p>\n<p>Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell&#8217;inverno australe (che coincide con l&#8217;estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell&#8217;inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno \u201cnormale\u201d i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.<\/p>\n<p>La mortalit\u00e0 per influenza A riguarda prevalentemente persone di et\u00e0 minore di 65 anni, in quanto i soggetti di et\u00e0 superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.<\/p>\n<p>Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di et\u00e0, l&#8217;influenza A colpisce invece prevalentemente persone di et\u00e0 inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di et\u00e0 sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l&#8217;influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di et\u00e0 per influenza A. In Australia ogni anno per l&#8217;influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 allora il panico?<\/strong><\/p>\n<p>Quanto successo nei Paesi dell&#8217;Emisfero australe ci rassicura: l&#8217;influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E&#8217; un tipico esempio di \u201cinvenzione delle malattie\u201d (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l&#8217;influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto&#8217; di un gravissimo errore prognostico?<\/p>\n<p>Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l&#8217;attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><strong>I medicinali funzionano?<\/strong><\/p>\n<p>Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui gi\u00e0 ammalati l&#8217;azione dimostrata di questi farmaci \u00e8 di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell&#8217;influenza. Ne&#8217; va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in et\u00e0 scolare del Regno Unito, a cui \u00e8 stato somministrato l&#8217;Oseltamivir contro l&#8217;A\/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.<\/p>\n<p><strong>\u2026E i vaccini?<\/strong><\/p>\n<p>I vaccini contro il nuovo virus A\/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno \u00e8 in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino gi\u00e0 messo a punto. Sulla sicurezza sia l&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) che l&#8217;Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un&#8217;attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.<\/p>\n<p>Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l&#8217;influenza stagionale, sappiamo che ha un&#8217;efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che \u00e8 assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.<\/p>\n<p>Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l&#8217;influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un&#8217;epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barr\u00e8, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non \u00e8 mai utile, tanto pi\u00f9 per fermare un&#8217;influenza come quella A, la cui mortalit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec bassa. Conviene non ripetere l&#8217;errore del 1976.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra motivazione a favore della vaccinazione \u00e8 il cercare di ridurre la circolazione del virus A\/H1N1 per diminuire le opportunit\u00e0 di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma pi\u00f9 aggressiva.<\/p>\n<p><strong>Come curarsi?<\/strong><\/p>\n<p>Per curare l&#8217;influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non \u00e8 dimostrato che l&#8217;uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell&#8217;epidemia.<\/p>\n<p>Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verr\u00e0 richiesto di firmare il \u201cconsenso informato\u201d, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l&#8217;indennizzo ai danneggiati.<\/p>\n<p><strong>Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Dott. Eugenio Serravalle<\/strong><\/em><br \/>\nSpecialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale<\/p>\n<p>Pisa 6 settembre 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari genitori, ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini. La mia risposta \u00e8 NO! Un &#8216;no&#8217; motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. 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