{"id":21,"date":"2008-01-11T11:29:57","date_gmt":"2008-01-11T10:29:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.corvelva.org\/blog\/?page_id=21"},"modified":"2009-01-14T14:56:53","modified_gmt":"2009-01-14T13:56:53","slug":"papilloma-virus","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/se-decidi-di-non-vaccinare\/papilloma-virus\/","title":{"rendered":"Industria farmaceutica crea ammalati"},"content":{"rendered":"<p>Forse siamo sani e non lo sappiamo. Dico cos\u00ec perch\u00e9 l\u2019industria farmaceutica ha cos\u00ec allargato i confini delle patologie da fare della salute una condizione che nessuno riesce pi\u00f9 a raggiungere.<\/p>\n<p>Eventi normali della vita di tutti noi &#8211; la nascita, la gravidanza, il parto, o la menopausa, l\u2019invecchiamento -, come pure molti comportamenti comuni, le piccole difficolt\u00e0 della vita di tutti i giorni, sono sistematicamente presentati come stati patologici.<\/p>\n<p>Knoch era il nuovo medico condotto di Saint Maurice, un villaggio di montagna svizzero. Il suo predecessore, nel dare le indicazioni sul nuovo lavoro che Knoch si apprestava ad iniziare, cercava di confortare il suo successore assicurandogli che tutti gli abitanti godevano di buona salute, e non andavano mai a farsi visitare: ma Knoch aveva altre ambizioni, e per attirare nel suo studio gli abitanti di Saint Maurice convince il maestro del paese a tenere qualche conferenza sui pericoli rappresentati dai microrganismi, assolda il banditore del paese per pubblicizzare una visita gratuita (di screening, diremmo oggi). Cos\u00ec il suo ambulatorio si affolla e poco alla volta tutti gli abitanti diventano malati. Tutto il paese in breve si trasforma in un ospedale, e rimangono sani solo quelli che devono accudire i malati.<\/p>\n<p>Il dramma in tre atti Knoch o il trionfo della medicina di Julies Romains \u00e8 stato rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1923, eppure \u00e8 attualissimo perch\u00e9 questa tragicomica rappresentazione della medicina \u00e8 diventata realt\u00e0 nella nostra vita di oggi, \u00e8 un modello di quello che la libera iniziativa ed il libero mercato sono riusciti a fare della nostra salute:&#8221; una persona sana \u00e8 soltanto un malato che non sa ancora di esserlo.&#8221;<\/p>\n<p>Oggi non ci sono pi\u00f9 medici di campagna senza scrupoli che controllano le camere da letto dei malati, ma \u00e8 entrato in scena un potere molto pi\u00f9 abile nel far perdere la salute alla gente: la medicina moderna.<\/p>\n<p>Associazioni mediche e case farmaceutiche, spesso sostenute da associazioni di pazienti, cercano di far nascere in noi la fiducia per una medicina che non riconosce pi\u00f9 l\u2019esistenza di persone sane.<\/p>\n<p>Per poter mantenere inalterata l\u2019enorme crescita avuta negli anni passati, l\u2019industria della salute deve prescrivere sempre pi\u00f9 spesso farmaci a persone sane.<\/p>\n<p>L\u2019industria farmaceutica in Italia vale circa 20 miliardi di dollari, 240 negli USA, 550 nel mondo intero, negli Stati Uniti \u00e8 cresciuta del 225% negli ultimi 15 anni, in Gran Bretagna del 144%, in Italia del 35.<\/p>\n<p>Da circa 2 decenni questa industria \u00e8 la pi\u00f9 redditizia degli Stati Uniti e quindi del mondo intero.<\/p>\n<p>A spingerla \u00e8 un marketing aggressivo che ha imparato a vendere farmaci come se fossero detersivi ed a considerare i pazienti alla stregua di clienti.<\/p>\n<p><strong>Dal connubio tra industria farmaceutica e libero mercato deriva l\u2019anomalia dei venditori di malattia.<\/strong><\/p>\n<p>Una trentina di anni fa, il direttore della Merck, Henry Gadsden, dichiar\u00f2 in una intervista alla rivista Fortune che il suo cruccio maggiore era il fatto che il potenziale mercato della sua societ\u00e0 fosse limitato alla gente malata. Avrebbe preferito che Merck diventasse una sorta di Wrigley &#8211; produttore e distributore di gomma da masticare. Gadsden manifest\u00f2 il suo sogno: produrre medicinali destinati alle persone sane. Perch\u00e9 allora la Merck avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di \u00abvendere a tutti\u00bb. Trent&#8217;anni dopo, il sogno del defunto Henri Gadsden \u00e8 realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ricompensati, come \u00e8 giusto, quando salvano vite umane e riducono le sofferenze, i giganti farmaceutici non si accontentano pi\u00f9 di vendere a coloro che ne hanno bisogno. Per la buona e semplice ragione, ben nota a Wall Street, che dire ai sani che sono malati produce grossi guadagni.<\/p>\n<p>Nel momento in cui la maggior parte degli abitanti dei paesi sviluppati gode di una vita pi\u00f9 lunga, pi\u00f9 sana e dinamica di quella dei loro nonni, il rullo compressore delle campagne pubblicitarie o di sensibilizzazione trasforma gente sana, preoccupata per la propria salute, in gente malaticcia, preoccupata e basta.<\/p>\n<p>Le strategie di marketing delle pi\u00f9 grandi ditte farmaceutiche prendono massicciamente di mira le persone in buona salute. Queste campagne promozionali sono quasi sempre basate su un messaggio che suscita paura: si sfruttano le nostre paure pi\u00f9 profonde: la morte, il degrado fisico e la malattia per cambiare il nostro concetto di salute, la nostra idea della vita.<\/p>\n<p>Gli inventori di malattie guadagnano denaro alle spalle di persone sane alle quali fanno credere di essere malate. Ci dicono che possiamo soffrire di fobia nei confronti degli altri, di jet lag, di dipendenza da internet, di eccedenza di peso, di fibromialgia, di sindrome da affaticamento cronico. E chi ha il naso adunco, gli occhi sporgenti, le orecchie a sventola o le gambe storte, le rughe, pochi capelli o poco o troppo seno, pu\u00f2 sempre ricorrere alla chirurgia estetica:si fanno ogni anno anche nel nostro paese circa 500.000 interventi di questo tipo, operando su corpi sani.<\/p>\n<p>Piccoli problemi sono descritti come patologie gravi, sicch\u00e9 la timidezza diventa un \u00abdisturbo di ansiet\u00e0 sociale\u00bb e la tensione premestruale una malattia mentale definita \u00abdisturbo disforico premestruale\u00bb.Il naturale cambiamento dell\u2019organismo \u00e8 una malattia da deficienza ormonale chiamata menopausa, mentre gli impiegati distratti possono essere affetti da una forma adulta del Disturbo da deficit di attenzione (non ne sono affetti solo i bambini). Chi non ha avuto qualche volta la sindrome delle gambe stanche?<br \/>\nIl semplice fatto di essere un soggetto \u00aba rischio\u00bb di una patologia, diventa di per s\u00e9 una malattia, per cui donne di mezza et\u00e0 sane oggi soffrono di un male latente alle ossa chiamato osteoporosi, e uomini di mezza et\u00e0 in piena forma hanno un disturbo cronica chiamato colesterolo alto, oppure sono affetti da ipertensione arteriosa.. Ma \u00e8 il sesso la terra di conquista pi\u00f9 ghiotta per i venditori delle malattie. Il Viagra nasce come medicina per i problemi di disfunzione erettile legati a patologie come il diabete. Una campagna pubblicitaria mirata lo ha trasformato in una generica pillola per migliorare le performance sessuali.<\/p>\n<p>Il fulcro di questo tipo di vendita si trova negli Stati Uniti, terra di accoglienza di numerose multinazionali farmaceutiche. Pur contando meno del 5% della popolazione mondiale, questo paese rappresenta gi\u00e0 quasi il 50% del mercato della prescrizione di medicinali. Le spese sanitarie continuano a salire pi\u00f9 che in qualsiasi altro posto al mondo, mostrando un aumento di quasi il 100% in sei anni &#8211; e questo, non solo perch\u00e9 i prezzi dei medicinali registrano drastici aumenti, ma anche perch\u00e9 i medici ne prescrivono sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una pillola per ogni malattia<\/strong>, o meglio per ogni nuova pillola c\u2019\u00e8 anche una nuova malattia. In inglese questo fenomeno ha gi\u00e0 il suo nome: mongering desease, fare affari con le malattie.<br \/>\n<strong><br \/>\nSi fa della salute una condizione che nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 sperare di avere.<\/strong><\/p>\n<p>Esistono agenzie pubblicitarie specializzate proprio in questo settore:nella vendita non solo di farmaci (\u00e8 legittimo), ma di malattie. Dal suo ufficio nel centro di Manhattan, Vince Parry , esperto di pubblicit\u00e0, si adopera, di concerto con le imprese farmaceutiche, a creare nuove malattie. In un articolo sconcertante dal titolo \u00abL&#8217;arte di fabbricare una malattia\u00bb, Parry ha recentemente rivelato gli espedienti utilizzati da queste imprese per \u00abfavorire la creazione\u00bb di patologie mediche.<\/p>\n<p>\u201cA volte si tratta di uno stato di salute poco conosciuto che gode di una rinnovata attenzione; altre volte si ridefinisce una malattia conosciuta da tempo dandole un altro nome; in altri casi si parla di una nuova disfunzione creata dal nulla.\u201d<br \/>\nSotto la guida dei responsabili di marketing dell&#8217;industria farmaceutica, medici specialisti e guru come Perry siedono attorno a un tavolo per \u00ab<strong>trovare nuove idee in relazione a malattie e stati di salute<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Lo scopo \u00e8 fare in modo che i clienti delle imprese nel mondo intero recepiscano le cose in modo nuovo, abbiano un\u2019idea diversa della salute.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 sempre quello di stabilire un legame tra stato di salute e farmaco, in maniera da ottimizzare le vendite.<\/p>\n<p>Alcuni farmacologi australiani hanno descritto 5 tipi di invenzioni di malattie.<\/p>\n<p><strong>1&#8211;Normali processi vitali sono spacciati per problemi medici<\/strong><\/p>\n<p>prendiamo il caso della caduta dei capelli. Quando la Merck ha scoperto un rimedio efficace contro la caduta dei capelli, l\u2019agenzia di pubbliche relazioni Edelman \u2013 un\u2019 agenzia che opera a livello internazionale- ha lanciato una campagna pubblicitaria.<\/p>\n<p>Ha fornito ai giornalisti i risultati di svariate ricerche, e poco dopo \u00e8 diventato di dominio pubblico la notizia che in tutto il mondo un terzo degli uomini avevano il problema della caduta dei capelli. \u00c8 stato poi detto che un istituto internazionale di tricologia aveva scoperto che la caduta dei capelli causa panico, problemi emotivi alle persone che ne sono affette, e riduceva per esse la possibilit\u00e0 di ottenere un posto di lavoro se avessero affrontato un colloquio per una eventuale assunzione.<\/p>\n<p>Non veniva detto per\u00f2 che l\u2019istituto suddetto era finanziato dalla merck e che la Edelman aveva sotto contratto gli esperti che avevano fornito ai giornalisti le notizie riportate.<\/p>\n<p>\u201cRidammi la mia giovinezza\u201d diceva il Faust di Goethe. Ed ecco che \u00e8 stato fatto un nuovo patto con il diavolo: un\u2019alleanza tra medici, industrie farmaceutiche e pazienti fa sognare il corpo perfetto.<\/p>\n<p>Farmaci per la gioia di vivere vengono consumati da persone sane che vogliono stare meglio di quanto gi\u00e0 non stiano. Il numero di questi prodotti \u00e8 in continuo aumento:abbiamo preparati per migliorare il metabolismo del cervello (i cosiddetti nootropi), gli psicofarmaci, gli ormoni, i preparati a base di vitamina A, o anche la tossina di un batterio, il botulino, i quali servono a migliorare la salute e l\u2019aspetto fisico di consumatori che cercano di stare sempre meglio.<\/p>\n<p><strong>2&#8211;Problemi di tipo personale o sociale vengono spacciati per problemi medici<\/strong><\/p>\n<p>In psichiatria la trasformazione di una persona sana in un malato riesce particolarmente bene. Nel corso dell\u2019ultimo decennio molti di noi hanno sentito dire ripetutamente che fino ad un terzo della popolazione soffre di malattie mentali. La fonte di tale cifra era un\u2019indagine condotta sugli americani negli anni 90, secondo cui ogni anno il 30% delle persone accusava un disturbo mentale. Tale cifra pu\u00f2 sembrare cos\u00ec assurdamente alta da apparire ridicola, eppure \u00e8 stata ampiamente citata in tutto il mondo, in tutte le campagne promozionali di farmaci per il Sistema Nervoso, e ha contribuito a formare l\u2019impressione che ci siano milioni e milioni di persone lasciate senza diagnosi e cura.<\/p>\n<p>Come si fa a distinguere un matto da una persona sana? Nel 1968 David Rosenhan, docente di psicologia alla Stanford University della California, ha provato a capire come si poteva fare ed ha condotto un esperimento sulla propria pelle.<\/p>\n<p>Per qualche giorno non si \u00e8 lavato la faccia ed i denti, si \u00e8 fatto crescere la barba, ha indossato abiti sporchi, ed ha poi fissato un appuntamento presso una clinica psichiatrica, dicendo ai medici del reparto che gli era parso di sentire, a pi\u00f9 riprese, delle voci. Non era riuscito a capire cosa gli dicessero di preciso, ma gli era sembrato che avessero un suono vago, cupo, cavernoso.<\/p>\n<p>Il motivo per cui Rosenhan aveva descritto proprio quei sintomi stava nel fatto che in tutta la letteratura clinica non \u00e8 descritto un solo caso di psicosi che corrisponda ad essi. Comunque dal momento del suo ricovero il ricercatore si \u00e8 comportato in maniera del tutto normale. Passava il tempo chiacchierando con gli altri pazienti, col personale, ed aspettava gli eventi.<\/p>\n<p>Negli anni successivi l\u2019esperimento \u00e8 stato ripetuto pi\u00f9 volte. Rosenhan ed altri 7 ricercatori, tutti mentalmente sani, si sono fatti ricoverare sotto falso nome e con gli stessi sintomi in 12 cliniche diverse. Le regole su cui era basato questo esperimento prevedevano che i finti pazienti non ricorressero a nessun aiuto esterno per farsi dimettere, durante la degenza si comportavano da persone normali e servizievoli, si attenevano alle norme della vita ospedaliera, fingendo di assumere gli psicofarmaci prescritti.<\/p>\n<p>Nessuno dei finti malati \u00e8 stato smascherato, ciascuno \u00e8 stato trattenuto mediamente per 3 settimane e poi dimesso con una diagnosi psichiatrica, il pi\u00f9 delle volte \u201cschizofrenia in remissione\u201d.<\/p>\n<p>David Rosenhan ha preso in gito un\u2019altra volta l\u2019estabilishment medico, ricorrendo ad una controprova. Ha fatto sapere ai medici di una clinica psichiatrica che nel giro di 3 mesi avrebbe inviato loro dei finti malati. In realt\u00e0 per\u00f2 le persone che aveva fatto ricoverare erano davvero persone con disturbi psichiatrici: ebbene il 10% di quelle persone non fu accettato, con la motivazione che si trattava di persone sane.<\/p>\n<p>Quando, nel 1973, la rivista Science ha pubblicato un servizio su questi esperimenti, la credibilit\u00e0 della psichiatria ha subito un duro colpo.<\/p>\n<p>In base a quali criteri si stabilisce se una persona \u00e8 sana o malata?<\/p>\n<p>Parecchi psichiatri, con le loro diagnosi, giungono a sostenere che tutti soffriamo di qualche disturbo psichico. Il numero di queste malattie, ufficialmente riconosciute negli Stati uniti \u00e8 passato da 26 (fine della seconda guerra mondiale) a 395 secondo il DSM-IV (diagnostic and statistic Manual of mental disordes)<\/p>\n<p>Oggi una nuova malattia, una nuova epidemia va diffondendosi soprattutto tra i bambini, anche se non risparmia n\u00e9 genitori, n\u00e9 nonni.<\/p>\n<p><strong>ADHD<\/strong><\/p>\n<p>Il &#8220;fenomeno ADHD&#8221; pare aver colpito in misura esponenziale l&#8217;1%, poi il 3%, poi il 5% ed ora potenzialmente fino al 20% della popolazione scolastica (vedi circolari 2002 delle ASL, a seguito delle quali sono stati avviati i progetti pilota di screening sistematico in oltre cinquanta scuole italiane). Numerosa \u00e8 la letteratura scientifica anche internazionale che prende le distanze da questa &#8220;epidemia&#8221;. Tra gli stessi addetti ai lavori favorevoli alla soluzione farmacologica non esiste alcuna uniformit\u00e0 statistica.<\/p>\n<p>Il disagio del comportamento denominato &#8220;ADHD&#8221; \u00e8 una &#8220;costellazione aspecifica di sintomi&#8221;, ovvero un &#8220;campanello d&#8217;allarme&#8221; che evidenzia che qualcosa non funziona, che l&#8217;equilibrio del bambino \u00e8 entrato in crisi. Ma questi sono appunto sintomi: i veri motivi che stanno alla base del disagio possono essere moltissimi, ed &#8220;etichettarli&#8221; tutti indifferentemente sotto la dicitura &#8220;ADHD&#8221; \u00e8 scientificamente superficiale e molto poco serio.<\/p>\n<p>L&#8217;introduzione di una nuova malattia nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il testo di riferimento per tutto il mondo psichiatrico occidentale) non richiede prove scientifiche, ma si basa sul parere degli esperti, che esprimono il proprio parere e votano in occasione dei periodici congressi internazionali di psichiatria: un sistema certamente democratico, ma che nulla ha a che vedere con l&#8217;approccio scientifico. La cosiddetta sindrome da iperattivit\u00e0 \u00e8 stata identificata e codificata proprio con questo metodo, in un certo senso &#8220;riscoperta&#8221; negli anni &#8217;80, data a partire dalla quale, pur senza che venisse scoperto alcun nuovo test per la diagnosi del &#8220;disturbo&#8221;, i giovani soggetti &#8220;malati&#8221; hanno iniziato a moltiplicarsi esponenzialmente. Molto pi\u00f9 restrittiva \u00e8 la &#8220;griglia&#8221; del testo di riferimento dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, che prevede la diagnosi da ADHD, ma solo qualora dal disturbo derivi una situazione cronicamente invalidante per il bambino, o rischiosa per se e per gli altri. Questi clausole restrittive della diagnosi, fondamentali per evitare abusi, &#8220;spariscono&#8221; dal DSM, anzi, gli psichiatri zitti zitti sono andati ampliando la definizione di disturbo da deficit attentivo, includendo cos\u00ec sempre pi\u00f9 bambini ed adulti, ed espandendo in questo modo il bacino di potenziali pazienti.<\/p>\n<p>Non esiste alcuno strumento psicodiagnostico serio per perfezionare la diagnosi: nel DSM ci sono due liste di comportamenti o atteggiamenti, ed \u00e8 sufficiente che chiunque &#8211; compilando le apposite liste mentre osserva il bambino &#8211; dia almeno sei risposte affermative su nove. Ecco alcune domande (riferite anche a bambini nella fascia due -otto anni):<\/p>\n<p>*      &#8220;muove spesso le mani o i piedi o si agita sul sedile?&#8221;<br \/>\n*      &#8220;\u00e8 distratto facilmente da stimoli esterni?&#8221;<br \/>\n*      &#8220;ha difficolt\u00e0 a giocare quietamente?&#8221;<br \/>\n*      &#8220;spesso chiacchiera troppo?&#8221;<br \/>\n*      &#8220;spesso d\u00e0 le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?&#8221;<br \/>\n*      &#8220;spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?&#8221;<br \/>\n*      &#8220;spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?&#8221;<\/p>\n<p><strong>Si tratta di sintomi di malattia o piuttosto di una serie di comportamenti che danno sui nervi agli adulti, o per lo meni ad alcuni di essi?<\/strong> Si noti l&#8217;assenza di scientificit\u00e0 di criteri come &#8220;spesso&#8221; e &#8220;frequentemente&#8221;! Negli Stati Uniti la diagnosi viene perfezionata in 15 minuti circa, a volte senza neppure visitare il bambino; in Italia la diagnosi &#8220;viene perfezionata in circa 4 ore, raccogliendo informazioni dai genitori e dagli insegnanti.<\/p>\n<p>\u00c8 incontestabile che ci sono bambini con sintomi acuti e debilitanti di iper-attivit\u00e0, mancanza di attenzione ed impulsivit\u00e0, ma, come per la depressione, non \u00e8 scientificamente provato se queste difficolt\u00e0 siano dovute soprattutto a problemi biologici e chimici nel cervello, o siano il risultato di una complessa interazione di fattori fisici, sociali, culturali ed economici.<\/p>\n<p>Alcuni hanno affermato che l&#8217;ADHD \u00e8 &#8220;un vero e proprio disturbo di natura neurobiologica&#8221;, ma non vi \u00e8 alcuna prova scientifica di tale natura. Le prove biologiche consistono di test oggettivi e ripetibili che associano una qualche alterazione comportamentale a precise alterazioni organiche rilevabili attraverso esami (sul sangue, urine, TAC, etc.). Nulla di ci\u00f2 esiste in relazione all&#8217;ADHD. Nella scienza prima si prova qualcosa e poi lo si afferma, non il contrario: altrimenti restiamo nel campo delle opinioni.<\/p>\n<p>E&#8217; stato detto che l&#8217;ADHD &#8220;\u00e8 un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale &#8211; nell&#8217;80% dei casi di natura genetica -, associato con altri disturbi nel 70% dei casi&#8221;. Queste sono pure affermazioni di fede. Attendiamo di esaminare le prove delle alterazioni genetiche o qualsiasi altra prova biologica reale. La scienza, da Galileo in poi, procede in altro modo.<\/p>\n<p>Il trattamento di questa &#8220;sindrome&#8221; consiste principalmente nella somministrazione di uno specifico psicofarmaco, il metilfenidato, il Ritalin. Se si pensa al DDA, si pensa immediatamente ad un medicinale. Si \u00e8 creato, coscientemente un legame inscindibile tra malattia e farmaco. Questo \u00e8 un esempio eclatante della potenza del marketing dell\u2019industria del farmaco. La produzione del Ritalin \u00e8 aumentata dal 1990 al 2003 dell\u2019800%. Con questa logica il bambino viene &#8220;addestrato&#8221; a risolvere i problemi della sua vita con una pastiglia. Tralasciando la circostanza che la FDA (Food and Drug Administration, l&#8217;organismo sanitario di vigilanza in USA) ha registrato negli ultimi dieci anni 2.993 diverse reazioni avverse a questo farmaco, il numero di bambini diagnosticati come affetti da ADHD, trattati con metilfenidato e divenuti tossicodipendenti da adulti \u00e8 significativamente superiore a quello dei bambini che &#8211; pur avendo ricevuto diagnosi di ADHD &#8211; non sono stati trattati poich\u00e9 le loro famiglie non credevano nell&#8217;opportunit\u00e0 di una cura psico-farmacologica per i propri figli. Inoltre occorrerebbe ricordare il numero di bambini morti durante la somministrazione del metilfenidato, o di altri psicofarmaci &#8211; oltre 160 casi documentati nei soli Stati Uniti -.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 grande l&#8217;interesse che si cela dietro l&#8217;ADHD?<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; facile rispondere a questa domanda, con quasi 11milioni di giovani &#8220;consumatori&#8221; convinti o forzati ad assumere psicofarmaci nei soli USA: stiamo parlando di un mercato annuo che supera i 6 miliardi di euro ed in continua crescita, e di qui l&#8217;interesse a convincere la cittadinanza ed i politici attraverso campagne di marketing ben perfezionate. Come ricorda l&#8217;Osservatorio Italiano sulla Salute Mentale, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha affermato che &#8220;nel 2020 circa la met\u00e0 dei bambini nel mondo sar\u00e0 affetto da malattie mentali&#8221;. Traducendo questo dato in miliardi di euro di fatturato, ben si comprende come sia difficile promuovere una politica per la salute mentale senza fare i conti con la somministrazione di psicofarmaci. Sconcerta piuttosto osservare come nessuno sia apparentemente in grado di fermare la medicalizzazione di massa, e che si debba creare un movimento d&#8217;opinione popolare per costringere le istituzioni a fare ci\u00f2 che sarebbe in loro dovere fare spontaneamente. In Italia non esistono ancora iniziative legislative a tutela del diritto alla salute di bambini ed adolescenti, ovvero atte a tutelate questi soggetti &#8211; giuridicamente incapaci di esprimere la propria volont\u00e0 &#8211; dalle somministrazioni arbitrarie ed incontrollate di psicofarmaci, anzi, in Italia, proprio in questi giorni, \u00e8 stato autorizzato al commercio il Ritalin, lo Strattera (la cui molecola base \u00e8 l&#8217;atomoxetina, contestatissima in USA) ed il Prozac per i bambini con segni di depressione.<\/p>\n<p>Vediamo procedere ed affermarsi un&#8217;allarmante cultura della medicalizzazione del disagio dell&#8217;infanzia.<\/p>\n<p><strong>3\u2014I rischi vengono fatti passare per malattie.<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo prendere l\u2019esempio dell\u2019osteoporosi, dell\u2019ipertensione, o del colesterolo alto.<\/p>\n<p>Guaritori ambulanti vanno in giro per le nostre citt\u00e0. Arrivano a bordo di furgoni, di camion, di belle macchine lucenti e non chiedono soldi, ma fanno salire sul loro veicolo le persone che si trovano in piazza e fanno loro un bel check-up. Scese dall\u2019auto, parecchie di quelle persone scoprono di essere diventate dei pazienti. Molte donne con pi\u00f9 di 60 anni di et\u00e0 sono invitate a salire a bordo di uno di quei bianchi automezzi \u201cper la ricerca dell\u2019osteoporosi\u201d per sottoporsi ad una approfondita visita preventiva, comprensiva della misurazione della compattezza ossea. Cos\u00ec si possono scoprire le donne che soffrono di riduzione della massa ossea provocata dall\u2019invecchiamento: la cosi detta osteoporosi. Altri automezzi, altri veicoli possono essere dedicati a misurare la pressione arteriosa, oppure il valore di colesterolo: moderni mercanti della salute vanno letteralmente a caccia di persone per trasformarli in pazienti.<\/p>\n<p>I fattori di rischio sono fissati di proposito in modo che ognuno di noi possa risultare affetto da qualche malattia o da qualche disturbo. Ad esempio, la paura della malattia chiamata <strong>IPERCOLESTEROLEMIA<\/strong>, nel giro di breve tempo \u00e8 diventata una delle preoccupazioni pi\u00f9 diffuse per chi teme per la propria salute.<\/p>\n<p>La diffusione di questa paura ha fruttato lauti guadagni all\u2019industria, dal momento che si spende di pi\u00f9 per i farmaci anticolesterolo che per ogni altro genere di medicinale con obbligo di ricetta medica.<\/p>\n<p>Nel loro insieme, questi farmaci generano introiti per pi\u00f9 di 25 miliardi di dollari l\u2019anno per i loro produttori, che includono i maggiori nomi dell\u2019industria mondiale, quali la tedesca Bayer, l\u2019anglo-svedese Astra-Zeneca, l\u2019americana Pfeizer.<\/p>\n<p>La misurazione dei tassi di colesterolo \u00e8 un passatempo molto diffuso, che viene sempre incoraggiato. Su qualche opuscolo distribuito in farmacia si legge:\u201d A partire dal trentesimo anno d\u2019et\u00e0, ognuno di noi dovrebbe conoscere il proprio tasso di colesterolo e farlo controllare ogni due anni\u201d. Il colesterolo sarebbe una bomba ad orologeria per la salute.<\/p>\n<p>Eppure il colesterolo \u00e8 un componente molto importante del nostro organismo. Contrariamente a quanto creduto da molti il colesterolo in s\u00e9 non \u00e8 un nemico mortale, bens\u00ec un elemento indispensabile per la vita. Il cervello ad esempio ne ha bisogno in grande quantit\u00e0. Esso infatti \u00e8 costituito da colesterolo per il 20% circa. Tuttavia molte persone, appena sentono la parola colesterolo, temono seriamente di dover morire per un attacco cardiaco. L\u2019incubo del colesterolo fa andare di traverso a molti una buona frittata, o una saporita salsiccia.<\/p>\n<p>Se da una parte \u00e8 provato che per molte persone un elevato livello di colesterolo nel sangue si associa ad un aumentato rischio di ictus cerebrale ed attacchi cardiaci, tuttavia nel caso di persone per il resto sane non si sa con certezza di quanto quel livello di colesterolo elevato possa aumentare il rischio di disturbi cardiaci, n\u00e9 per quante persone questo possa costituire davvero un problema. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che avere il colesterolo alto \u00e8 solo uno dei tanti fattori che influiscono sulle probabilit\u00e0 di sviluppare problemi cardiaci.<\/p>\n<p>Tuttavia attira una fetta cos\u00ec ampia di attenzione perch\u00e9 si pu\u00f2 agire su di esso con dei farmaci, farmaci che vantano investimenti promozionali da fare invidia a certe marche di bibite. Un comitato dell\u2019associazione americana di cardiologia dice che occorre controllare regolarmente la colesterolemia gi\u00e0 nei bambini di 5 anni, e che \u00e8 opportuno controllare la pressione sanguigna a partire dai 3 anni di et\u00e0. Va detto tuttavia che dai test eseguiti a quella et\u00e0 non \u00e8 possibile sapere quali saranno le condizioni di salute da adulti. Se si seguissero alla lettera questi consigli non si dovrebbero neppure nutrire i neonati con latte materno, una vera e propria bomba di colesterolo. Ma in realt\u00e0 sono proprio i bambini allattati al seno quelli che saranno pi\u00f9 sani. E la cosa non deve stupire, visto che il cervello e le cellule nervose necessitano, per strutturarsi, della grande quantit\u00e0 di colesterolo presente nel latte materno.<\/p>\n<p>I farmaci per abbassare il colesterolo, le statine, possono essere utili nel caso di persone che abbiano gi\u00e0 avuto disturbi cardiaci, mentre per la maggioranza delle persone sane esistono modi pi\u00f9 sicuri, efficaci ed economici per mantenersi in salute, come migliorare la dieta, adottare uno stile di vita pi\u00f9 sano, fare attivit\u00e0 fisica, smettere di fumare. Il consumo di questi farmaci \u00e8 salito alle stelle perch\u00e9 il numero di persone affette da ipercolestrolemia \u00e8 cresciuto in maniera esorbitante. Come per molte altre malattie, la definizione di colesterolo alto viene periodicamente rivista, e come per altre malattie tale definizione \u00e8 stata ampliata in modo da classificare come malate un numero sempre maggiore di persone sane. Con il trascorrere del tempo i confini che delimitano le malattie piano piano si allargano ed i bacini di potenziali clienti si espandono costantemente. A volte l\u2019incremento \u00e8 improvviso ed eclatante. Quando alcuni anni fa negli Stati Uniti una commissione di esperti ha riformulato le definizioni, ha abbassato i livelli di colesterolo ritenuti necessari per autorizzare una cura medica, sostanzialmente classificando come malate milioni di persone sane e triplicando virtualmente da un giorno all\u2019altro il numero di persone che potevano essere fatte oggetto di una terapia farmacologica.<\/p>\n<p><strong>Secondo le direttive ufficiali sul colesterolo dei National Istitutes of Health avrebbero avuto bisogno di essere curati con le Statine<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNegli anni 90 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-13 milioni di americani<\/p>\n<p><strong>Dopo le nuove direttive elaborate da un Comitato di Esperti<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2001&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-36 milioni di americani<\/p>\n<p><strong>Dopo le nuove direttive elaborate da un Comitato di Esperti<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2004&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-40 milioni di americani<\/p>\n<p><strong>Questo \u00e8 avvenuto riformulando le direttive sull\u2019uso del farmaco<\/strong><\/p>\n<p>si avvera cos\u00ec il sogno di Gadsden di vendere medicine a tutti. 5 dei 14 autori di questa nuova definizione ampliata, compreso il presidente della commissione, avevano legami finanziari con i produttori di statine. 2004. 8 dei 9 esperti lavorano come consulenti, relatori, ricercatori delle case farmaceutiche. Nella maggior parte dei casi gli autori delle direttive avevano legami molteplici con almeno 4 societ\u00e0, 1 esperto era stipendiato da 10 di loro. Tali legami non vennero menzionati nella versione data alle stampe delle direttive sul colesterolo, il conflitto di interesse non venne svelato.<\/p>\n<p>Ampliare le definizioni delle malattie ci espone tutti quanti al pericolo di diventare pazienti senza essere malati. Il messaggio che assumere farmaci per abbassare il colesterolo diminuisca le probabilit\u00e0 di una morte prematura \u00e8 stato alla base di una attivit\u00e0 di promozione e di marketing, anche nei paesi, come il nostro in cui \u00e8 ancora vietata la pubblicit\u00e0 diretta dei farmaci. Non \u00e8 mettendo le statine nell\u2019acqua potabile (Chiss\u00e0 quale grande manager lo sogna) che si combatte un fattore di rischio, perch\u00e9 il problema \u00e8 trovare modi efficaci per ridurre i disturbi cardiaci, l\u2019ictus, l\u2019infarto, NON I LIVELLI DI COLESTEROLO. Esercizio fisico, consumo regolare di frutta e verdura, stili di vita con ritmi normali producono molti pi\u00f9 benefici per la salute di quanto possa fare una pillola al giorno\u2026<\/p>\n<p>Di non-malattie ne esistono tante altre. Vi cito qualche esempio dalla mia esperienza di pediatra. \u00c8 frequente il caso di bambini che nascono con un piedino rivolto verso l\u2019interno, il cosiddetto piede varo. Molti ortopedici cercano di curare questo atteggiamento con massaggi, fasciature, ingessature. Alcuni ricorrono addirittura ad interventi chirurgici. Ma alcuni ricercatori americani hanno scoperto che nel 96% dei casi il piede varo scompare da solo entro il terzo anno di et\u00e0 del bambino.<\/p>\n<p>Il piede varo non \u00e8 l\u2019unico disturbo che scompare col tempo e che ciononostante ci si d\u00e0 un gran daffare per curare. Alcuni ragazzi, a differenza dei loro coetanei, camminano con i piedi rivolti all\u2019interno, in dentro. Vi sono medici che hanno pensato che la pressione a cui erano sottoposte le articolazioni delle anche di questi ragazzi fosse troppo forte, e che hanno immediatamente trovato un nome pomposo per questa non-malattia: malformazione preartrosica. Tale malformazione avrebbe sicuramente prodotta nel tempo un\u2019artrosi, una modificazione patologica delle articolazioni. Per evitare un inconveniente del genere, verso la fine degli anni 60 i medici hanno iniziato a fare radiografie al femore, ed in alcuni casi sono intervenuti chirurgicamente. Asserivano che grazie all\u2019intervento, il femore avrebbe potuto assumere una posizione pi\u00f9 corretta rispetto all\u2019articolazione dell\u2019anca. Solo dopo 10 anni si sono cominciate a sentire le prime voci discordanti. Alla fine degli anni 70 si \u00e8 scoperto che in quasi tutti i casi persi in esame la malformazione perartrosica scompariva completamente con la crescita del ragazzo.<\/p>\n<p>Tra le pi\u00f9 note non malattia, ricordiamo poi l\u2019ingrossamento delle tonsille\u2026..il numero delle presunte malattie \u00e8 cresciuto fino a 40.000 tipi diversi, ed ogni giorno se ne aggiungono di nuovi. La pi\u00f9 praticata \u00e8 usare il latte artificiale per nutrire i nostri bambini. Mentre solo il 5% delle mamma ha motivi fisici che impediscono di allattare al seno il proprio bimbo, nella pratica poco pi\u00f9 di 1\/3 delle mamme riesce ad allattare in maniera esclusiva per 6 mesi, come suggerisce l\u2019OMS.<\/p>\n<p><strong>4\u2014sintomi rari vengono spacciati per malattie che colpiscono molta gente<\/strong><\/p>\n<p>Prendiamo l\u2019esempio della disfunzione erettile. Da quando \u00e8 stata introdotto sul mercato il Viagra, la pillola che accresce la potenza sessuale, tra gli uomini si \u00e8 sorprendentemente diffusa l\u2019impotenza. La pfizer dichiara:\u201d le disfunzioni dell\u2019erezione sono un disturbo frequente e da prendere sul serio: ne \u00e8 affetto circa il 50% degli uomini tra i 40 ed i 70 anni di et\u00e0, vale a dire 1 su 2.<\/p>\n<p>Per una campagna pubblicitaria niente sarebbe pi\u00f9 controproducente di un uomo anziano ed impotente. Non \u00e8 il caso di Edson Arantes do Nascimiento, detto Pel\u00e8, che si presenta come un uomo decisamente dotato di sex appeal. Pur avendo passato i 60 anni, l\u2019ex calciatore brasiliano ha ancora un fisico snello, veste con eleganza ed ha ancora avventure galanti, cosa che fa accrescere molto la sua credibilit\u00e0. Dal 2002 infatti Pel\u00e8 dai cartelloni pubblicitari richiama l\u2019attenzione di tutti su un disturbo di cui non si parla volentieri. \u201cDisturbi dell\u2019erezione. Ne parli con il suo medico. Io lo farei\u201d.<\/p>\n<p>La campagna pubblicitaria, per la quale sembra che Pel\u00e8 abbia ricevuto una somma a 6 cifre di dollari dalla Pfizer, \u00e8 interessante per 2 ragioni.<\/p>\n<p>Da un lato l\u2019arzillo calciatore in pensione, per sua stessa ammissione, non ha problemi di sorta per quanto riguarda la sua potenza sessuale. Dall\u2019altro lato stupisce che Pel\u00e9 non nomini mai il Viagra.<\/p>\n<p>Proprio per questo motivo la sua campagna informativa sull\u2019impotenza maschile \u00e8 un ottimo esempio di quella che \u00e8 la trovata pi\u00f9 recente nei marketing dei prodotti farmaceutici. Non si reclamizzano i farmaci, ma si fa pubblicit\u00e0 alle malattie.<\/p>\n<p>Le imprese farmaceutiche sarebbero ben felici di far conoscere al pubblico le loro pillole senza alcun intermediario, proponendone quindi l\u2019acquisto direttamente al consumatore. Questo per\u00f2, almeno nei paesi dell\u2019unione europea, non \u00e8 per ora consentito per i farmaci che devono essere venduti dietro presentazione di ricetta medica. E\u2019 per aggirare questo ostacolo che sono nate le campagne di disease-awareness, che hanno lo scopo di far nascere nella gente la consapevolezza che certe malattie esistono davvero, e sono organizzate con l\u2019intento recondito di vendere in un secondo tempo i farmaci e le terapie per curare quelle malattie al maggior numero possibile di persone. Questa forma indiretta di pubblicit\u00e0 dei medicinali \u00e8 sempre pi\u00f9 usata dall\u2019industrie del settore farmaceutico, tanto che l\u2019esperto di marketing Chris Ross dice che \u201cil 2001 ha visto un numero crescente di case farmaceutiche che hanno scelto di promuovere iniziative per l\u2019educazione dei consumatori. Il paziente informato diventa ben presto il centro delle strategie di marketing delle grosse industrie farmaceutiche\u201d.<\/p>\n<p><strong>5\u2014sintomi lievi vengono spacciati per prodromi di malattie gravi<\/strong><\/p>\n<p>prendiamo il caso della sindrome del colon irritabile. Il fenomeno \u00e8 collegato ad una quantit\u00e0 di sintomi che ognuno di noi ha avvertito in pi\u00f9 occasioni e che molti considerano normali: gorgoglii intestinali, dolori, diarrea, flatulenza.<\/p>\n<p>Una percentuale che va dal 60 al 70% della popolazione ammette di essere affetta da uno o pi\u00f9 sintomi che figurano nell\u2019elenco dei criteri diagnostici, tanto che potrebbe essere considerato quasi non normale dichiarare di non avere disfunzioni in questo campo. Pur essendo poco conosciuta, questa sindrome si diceva colpisse fino ad 1 persona su 5 nel mondo occidentale.<\/p>\n<p>Certo, per alcune persone pu\u00f2 essere un male acuto e debilitante, ma sostenere che il 20% della popolazione dei paesi occidentali ne soffre rientra nelle strategie di marketing dell\u2019industria. I fatti contano poco per questi signori: quello che conta sono i messaggi che pervadono le campagne promozionali. E solo raramente l\u2019opinione pubblica viene a conoscenza di quello che succede negli ambienti poco trasparenti dell\u2019industria farmaceutica. Quindi \u00e8 quanto mai istruttivo il documento riservato che il British Medical Journal ha pubblicato nell\u2019aprile 2002 : si tratta di un piano strategico segreto dell\u2019agenzia di pubbliche relazioni In Vivo Communication (Australia).<\/p>\n<p>Stando al piano suddetto, un programma di educazione sanitaria della durata di 3 anni avrebbe dovuto liberare il colon irritabile dalla nomea di disturbo psicosomatico e presentarlo come una vera e propria malattia credibile e frequente.<\/p>\n<p>\u201cla sindrome del colon irritabile deve essere fatta entrare nella testa dei medici come uno stato patologico significativo a s\u00e9 stante. Anche i pazienti devono essere convinti che la sindrome del colon irritabile \u00e8 un disturbo riconosciuto e molto diffuso.\u201d La cosa pi\u00f9 importante di tutte era persuadere medici e pazienti che il LOTRONEX era una cura efficace contro la sindrome, un farmaco che, come era stato dimostrato, migliorava la qualit\u00e0 della vita. Nel mondo fantastico del marketing travestito da informazione il farmaco era una cura dimostrata ed efficace, laddove, nel mondo reale della medicina, per molte persone funzionava appena, e per poche persone poteva essere mortale.<\/p>\n<p>La storia dell\u2019immissione in commercio di questo farmaco, il suo ritiro e la nuova successiva autorizzazione a dose dimezzata \u00e8 significativa di come anche organismi di controllo prestigiosi, la FDA americana, siano oggi sotto scacco in mano alla potente industria del farmaco.<\/p>\n<p>Il lotronex era stato commercializzato per curare la sindrome dell\u2019intestino irritabile dalla Glaxo Smith Kline.<\/p>\n<p><strong>Paul Stolley<\/strong> \u00e8 un esperto di sicurezza in farmaci della FDA statunitense, cio\u00e8 di quell\u2019organismo che ha il compito di garantire la sicurezza e l\u2019efficacia dei medicinali. Le decisioni di questo ente determinano quali farmaci vengono autorizzati alla vendita e quali no sul ricco mercato statunitense, ed il suo operato influenza quello degli enti di vigilanza dei sistemi sanitari del mondo intero. Il dott. Stolley, esaminando il fascicolo dedicato al Lotronex, propose ai suoi superiori di considerare il ritiro del farmaco dal mercato, a causa di gravi timori riguardo la sua sicurezza: erano numerose le segnalazioni di eventi avversi importanti, quali una costipazione acuta ( le feci di alcune persone che avevano assunto il farmaco divenivano cos\u00ec compresse all\u2019interno dell\u2019intestino da causare la perforazione della parete intestinale generando infezioni potenzialmente fatali), o una colite ischemica ( che \u00e8 come un infarto che si verifica all\u2019intestino: il sangue smette di affluire ed i tessuti muoiono, e con essi anche il paziente).<\/p>\n<p>Leggendo le segnalazioni inviate all\u2019FDA ed esaminano i dati scientifici dei test clinici compiuti in origine sul farmaco, S. stava giungendo ad una conclusione inquietante: i reali benefici del medicinale erano in media inesistenti o molto modesti, mentre i suoi effetti collaterali potevano essere fatali.<\/p>\n<p>Il lotronex era solo l\u2019ultimo di una serie di farmaci campioni di incassi massicciamente pubblicizzati che erano stati autorizzati dall\u2019FDA e che in seguito si era scoperto che causavano gravi danni, ed a volte anche la morte. Oltre a Stooley, anche altri studi scientifici rivelavano come il farmaco fosse solo poco pi\u00f9 efficace del placebo nel curare i sintomi dei pazienti, causando per\u00f2 ad alcuni orribili effetti collaterali. Da qui la richiesta di ritiro del farmaco dal mercato.<\/p>\n<p>La FDA rifiut\u00f2 la sospensione della commercializzazione ma, stante un aumento delle segnalazioni di reazioni gravi, i funzionari della GSK si incontrarono con alcuni dipendenti della FDA per parlare del farmaco. Fatto estremamente significativo, agli scienziati che stavano seguendo le segnalazioni degli effetti collaterali del Lotronex non fu consentito di presentare i loro dati alla riunione. Tre giorni pi\u00f9 tardi S con altri tre collaboratori formularono un incisivo comunicato interno sostenendo che le soluzioni suggerite dalla casa farmaceutica per far fronte ai rischi non erano adeguate ad arrestare i decessi sempre pi\u00f9 numerosi, e che il Lotronex doveva essere ritirato dal mercato. A una nuova riunione, 2 settimane dopo, i funzionari della GSK si scagliarono con veemenza contro quel comunicato interno, mentre i dirigenti della FDA ascoltavano i silenzio, senza difendere l\u2019operato dei loro funzionari. Ormai S si era convinto che la lentezza dell\u2019ente di vigilanza nel prendere provvedimenti contro il L. fosse direttamente collegata alla volont\u00e0 di alcuni funzionari di alto livello di non offendere i desideri dell\u2019industria farmaceutica, da cui, dopo tutto, provenivano met\u00e0 dei finanziamenti dell\u2019ente. Il messaggio lanciato era chiaro:\u201dnoi non discutiamo con le case farmaceutiche, ascoltiamo i loro travisamenti e loro omissioni di prove e non facciamo niente a riguardo\u201d.<\/p>\n<p>Di fronte alle crescenti prove di effetti collaterali pericolosi, ai servizi negativi nei media, ed ad un ente di vigilanza incapace di definire una linea di azione la casa farmaceutica decise di ritirare volontariamente il medicinale dal mercato.<\/p>\n<p>Ma come Lazzaro che resuscita dai morti, il Latronex sarebbe stato riautorizzato 18 mesi pi\u00f9 tardi, nonostante i modesti benefici e gli effetti collaterali potenzialmente mortali.<\/p>\n<p>Ho raccontato questa storia per trarne alcune conclusioni.<\/p>\n<p>L&#8217;industria farmaceutica non solo prospera, ma ingrassa molto pi\u00f9 in fretta delle altre industrie. Se scorrete la classifica delle 500 grandi aziende censite da Fortune, vedete che le aziende farmaceutiche, nel 2003, hanno realizzato profitti pari, in media,<strong> al 15,5 per cento del fatturato. Per gli altri settori, la media \u00e8 del 3,5 per cento sulle vendite.<\/strong><\/p>\n<p>Insomma, Big Pharma \u00e8 una gallina dalle uova d&#8217;oro, che fa soldi cinque volte pi\u00f9 in fretta degli altri settori. A spiegarlo, non basta il fatto che i consumi per la salute crescano pi\u00f9 velocemente di tutti gli altri. Gli uomini dell&#8217;industria additano, con orgoglio, le spese per la ricerca: il 14 per cento del fatturato, molto pi\u00f9 degli altri settori. I loro critici, invece, puntano sull&#8217;enorme capitolo dei bilanci che porta l&#8217;intestazione &#8220;marketing e amministrazione&#8221;, dove la voce pi\u00f9 importante \u00e8 l&#8217;esercito dei piazzisti (100 mila negli Usa) che gira per gli studi medici: 34 per cento del fatturato.<\/p>\n<p>Occorrono organismi di controllo indipendenti, forti, autorevoli. Ma la fonte di finanziamento dell\u2019FDA negli ultimi anni ha subito sostanziali mutamenti. Pi\u00f9 del 50% del lavoro del controllo della sicurezza ed efficacia dei farmaci \u00e8 pagato dalle medesime case farmaceutiche i cui prodotti vengono controllati.<\/p>\n<p>Sulla base della scarsa trasparenza dei test di ricerca e verifica, emergono segnali di collusione fra controllori e controllati, con i secondi &#8211; che, di fatto, finanziano i primi, attraverso le tariffe pagate per chiedere il via alle vendite.<\/p>\n<p>&#8220;Troppo spesso la Food and Drug Administration ha visto e continua a vedere l&#8217;industria farmaceutica come il suo cliente &#8211; una fonte vitale di finanziamento &#8211; e non come un settore della societ\u00e0 che ha bisogno di una forte supervisione&#8221; ha scritto Richard Horton, direttore della prestigiosa rivista medica The Lancet.<\/p>\n<p>In un sondaggio interno del 2002, uno scienziato su cinque della Fda dichiarava di aver ricevuto pressioni dall&#8217;alto per autorizzare un medicinale, nonostante riserve sulla sua sicurezza ed efficacia. Ma \u00e8 l&#8217;intero sistema che sembra disegnato soprattutto per difendere la profittabilit\u00e0 delle aziende.<\/p>\n<p>&#8220;La ricerca medica scientifica \u00e8 in vendita?&#8221; si domandava Marcia Angell, allora direttrice del New England Journal of Medicine in un editoriale del maggio 2000. &#8220;No&#8221;, fu la cinica risposta. &#8220;Il suo attuale proprietario ne \u00e8 molto soddisfatto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>COSA POSSIAMO FARE?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019entit\u00e0 dell\u2019influenza che l\u2019industria farmaceutica esercita sul sistema sanitario \u00e8 semplicemente degna di Orwell, \u00e8 un vero Grande Fratello.<\/p>\n<p>I medici, i rappresentanti farmaceutici, la formazione professionale dei medici, gli annunci pubblicitari, le associazioni dei pazienti, le direttive ufficiali, i personaggi celebri, i congressi, le campagne di sensibilizzazione, i membri degli enti di vigilanza: a tutti i livelli il denaro delle case farmaceutiche muove questo sistema.<\/p>\n<p>La sua strategia mira a generare un\u2019opinione favorevole riguardo ai farmaci pi\u00f9 nuovi e costosi e ad ampliare i mercati di questi prodotti, definendo nuove malattie sempre molto diffuse, gravi, e curabili con nuovi farmaci. Chi dovrebbe porre delle regole in questo scompiglio? Gli enti pubblici, che a loro volta dipendono proprio da quell\u2019industria farmaceutica per gran parte dei loro finanziamenti.<\/p>\n<p>A questa logica non si sottraggono nemmeno le vaccinazioni pediatriche.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 bisogno essere dei grandi scienziati per avere dubbi sul fatto che praticare ad un lattante 28 vaccinazioni nei primi 15 mesi di vita pu\u00f2 influire in maniera permanente e definitiva sulla salute del bambino.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di persone di buon senso per avere dei dubbi sulla utilit\u00e0 della vaccinazione antiepatite b ad un lattante di 3 mesi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di informazioni imparziali sul rapporto rischio\/beneficio delle vaccinazioni.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di genitori che vogliono decidere liberamente se vaccinare o meno i propri figli per tutelare la loro salute.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di nuovi modi di definire le malattie.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di informare la gente sulle possibili cure.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di riportare al centro di questo sistema gli interessi del malato, dei bambini, della gente.<\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>Angell Marcia: Farma&amp;co Industria farmaceutica: storie straordinarie di ordinaria corruzione.Il Saggiatore<\/p>\n<p>Benatti C, Ambrosi F, Rosa C: Vaccinazioni tra scienza e propaganda Il leone verde<\/p>\n<p>Blech Jorg: Gli inventori delle malattia. Lindau<\/p>\n<p>Gava R: Le vaccinazioni pediatriche. Salus infirmorum<\/p>\n<p>Moynihan R, Cassels A: Farmaci che ammalano. Nuovi Mondi Media.<\/p>\n<p>Shah Sonia: Cacciatori di corpi. Nuovi Mondi Media.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.giulemanidaibambini.org\/\">www.giulemanidaibambini.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse siamo sani e non lo sappiamo. Dico cos\u00ec perch\u00e9 l\u2019industria farmaceutica ha cos\u00ec allargato i confini delle patologie da fare della salute una condizione che nessuno riesce pi\u00f9 a raggiungere. 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