{"id":30,"date":"2008-01-11T14:46:25","date_gmt":"2008-01-11T13:46:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.corvelva.org\/blog\/?page_id=30"},"modified":"2008-01-11T14:51:59","modified_gmt":"2008-01-11T13:51:59","slug":"tossicita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/eccipienti-vaccini\/tossicita\/","title":{"rendered":"Tossicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>TOSSICITA\u2019 DEL MERCURIO<br \/>\nE DELL\u2019ALLUMINIO CONTENUTI<br \/>\nNEI VACCINI OBBLIGATORI IN ITALIA<br \/>\n(Difto-tetano e antiepatite)<\/strong><\/p>\n<p>Da Medicina Democratica numeri 136-138 maggio-ottobre 2001<br \/>\ninterventi &#038; esperienza<\/p>\n<p>Vengono di seguito esposte alcune considerazioni sulla presenza di mercurio e di alluminio nelle preparazioni vaccinali e sulla tossicit\u00e0 delle quantit\u00e0 presenti nei vaccini nonch\u00e9 dell\u2019inadeguatezza dei limiti di esposizione nazionali ed internazionali. L\u2019esposizione al di sopra di tali limiti \u00e8 considerata pericolosa per la salute della persona, ma dai dati che verranno esposti, nonch\u00e9 dalla letteratura allegata, appare evidente che questi limiti sono inadeguati e costituiscono comunque un rischio per la salute, tanto pi\u00f9 assurdo laddove queste sostanze tossiche si trovano all\u2019interno di vaccini non assunti per libera scelta cosciente di persone informate, ma imposti per legge cos\u00ec come \u00e8 oggi in Italia.<\/p>\n<p><strong>MERCURIO<\/strong><\/p>\n<p>I dati di assorbimento, di distribuzione e di trasformazione del mercurio cos\u00ec come i relativi aspetti patologici [vedi IARC (1) ], biochimici (2) e di medicina del lavoro (3) sono stati ben studiati e sono abbastanza conosciuti. Il mercurio \u00e8 contenuto nella molecola del Tiomersal, un composto chimico usato come battericida a garantire la sterilit\u00e0 delle preparazioni vaccinali. Appena iniettato nel circolo umorale, con una puntura intramuscolare che supera con la violenza di un ago tutte le difese naturali dell\u2019organismo (cute, mucose, ecc.) il Tiomersal si decompone subito in etilmercurio e salicilato. L&#8217;etilmercurio \u00e8 considerato \u201cmercurio organico\u201d. Gli effetti del mercurio (come metilmercurio, molto simile all\u2019etilmercurio) sono stati ben studiati e documentati in letteratura: esistono migliaia di articoli sulla tossicit\u00e0 del mercurio nei confronti del sistema nervoso che comprendono anche i dati sull\u2019assorbimento e distribuzione nei tessuti sotto forma di mercurio organico, il composto chiave che \u00e8 alla base della tossicit\u00e0 del Tiomersal.<\/p>\n<p><strong>DISTRIBUZIONE DEL MERCURIO NEL CORPO UMANO<\/strong><\/p>\n<p>Il mercurio sotto forma di mercurio organico ed in particolare di metil (MM) (o etil)-mercurio non ha una distribuzione uniforme nei vari tessuti (v. nota 4 e relative citazioni). Se ingerito con il cibo, viene assorbito quasi completamente dalla mucosa intestinale. Appena entra nel circolo sanguigno, il 90% del MM \u00e8 presente nei globuli rossi del sangue, associato alle proteine contenenti gruppi \u2013SH, per i quali ha una grande affinit\u00e0. Dal sangue passa ai tessuti in maniera differenziale.<\/p>\n<p>* Medico del Lavoro e Medico Legale.<br \/>\n** Ricercatore dell\u2019Istituto di Ricerche Guido Donegani di Novara<br \/>\nCi vogliono circa 1-2 giorni affinch\u00e9 la distribuzione si completi (4). Passa facilmente la barriera emato-encefalica e la barriera placentare. Siccome i tempi di eliminazione sono molto lunghi [circa 70 giorni per il mercurio nel sangue e addirittura 270 giorni per il mercurio nel sistema nervoso centrale (5)] a causa dell\u2019eliminazione massima giornaliera molto ridotta, si stabilisce uno stato d\u2019equilibrio tra mercurio nel sangue, nel cervello e nelle escrezioni (stato stazionario) che ha un significato fisiologico preciso. La concentrazione nel sangue (e qui si intende sangue intero non plasma sanguigno), normalmente utilizzata per diagnosticare le intossicazioni acute (l\u2019analisi delle urine non ha significato diagnostico), diventa diagnostica dell\u2019intossicazione cerebrale a lungo termine (6) (dopo almeno qualche giorno) quando l\u2019equilibrio tra il mercurio nei vari comparti corporei si \u00e8 instaurato. Per cui la rivelazione entro 24-48 ore della concentrazione sanguigna (sangue intero) ha il suo valore nell\u2019immediato per una intossicazione acuta. Nei giorni seguenti ha un suo valore per stimare l\u2019intossicazione cerebrale.<br \/>\nLa concentrazione nel cervello in stato stazionario \u00e8 circa 10:1 rispetto al sangue. Inoltre, il mercurio \u00e8 concentrato fino a 250 volte nei capelli rispetto al sangue. Questo ha un alto valore diagnostico temporale, in quanto la velocit\u00e0 di crescita dei capelli \u00e8 di circa 1 cm al mese. La distribuzione della concentrazione del mercurio nel tempo nei capelli \u00e8 un indice sicuro dell\u2019esposizione e del suo decorso temporale. Studi del metabolismo, hanno evidenziato che il mercurio organico \u00e8 trasformato lentamente in mercurio inorganico dai batteri intestinali e quindi eliminato tramite le feci. Questa trasformazione \u00e8 lenta (4). Nel cervello parte del mercurio organico \u00e8 a sua volta trasformato in inorganico, rendendo difficile il suo allontanamento.<\/p>\n<p><strong>EFFETTI TOSSICOLOGICI<\/strong><\/p>\n<p>Il mercurio \u00e8 un veleno sistemico. Il metil mercurio \u00e8 cancerogeno(1). Si presume che a livello molecolare la sua tossicit\u00e0 sia dovuta alla quantit\u00e0 di mercurio legata ai recettori cellulari o a molecole bersaglio. Questo significa la presenza di una \u201c dose soglia\u201d che dipende solo apparentemente dalla quantit\u00e0 di mercurio accumulata nelle cellule e nei tessuti. E\u2019 stata scoperta l\u2019esistenza di un complesso di geni (l\u2019operone Mer) capace di donare resistenza alle cellule nei confronti del mercurio. Il complesso regola l\u2019espressione di proteine ed enzimi capaci di catturare e ridurre allo stato metallico il mercurio (Hg\u00b0), quindi espulso dalle cellule (7). Tale complesso \u00e8 situato in plasmidi, a cui sono associati anche geni che conferiscono resistenza a molti antibiotici: la presenza del mercurio favorisce quindi una flora batterica resistente agli antibiotici.<br \/>\nLe conseguenze per la salute di questa condizione (popolazione batterica intestinale alterata e resistente agli antibiotici) \u00e8 ancora tutta da valutare. In ogni caso, in biologia si considera che a causa dell\u2019effetto dell\u2019interazione specifica a molecole recettrici, il valore di concentrazione soglia della sostanza, scatenante una reazione cellulare o biochimica di risposta, possa essere anche estremamente bassa, in quanto la reazione non \u00e8 legata strettamente alla concentrazione ma all\u2019effetto che anche una molecola di sostanza pu\u00f2 scatenare, legandosi al sito opportuno.<br \/>\nPer una discussione dettagliata sugli aspetti biochimici e cellulari si rimanda alla letteratura specializzata.<\/p>\n<p><strong>ALTERAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO<\/strong><\/p>\n<p>Una caratteristica rimarchevole del metil-mercurio (MM) \u00e8 il danno selettivo nei confronti del sistema nervoso centrale (SNC). Questo \u00e8 un dato abbastanza sconcertante che non \u00e8 ancora ben spiegato (4). Il SNC nell\u2019adulto \u00e8 danneggiato, con perdita di neuroni funzionanti in varie aree del cervello.<br \/>\nE\u2019 importante notare che un disturbo classico come la parestesia delle estremit\u00e0 (mani e piedi) che appare per primo alle dosi pi\u00f9 basse, ha un periodo di latenza di un mese o pi\u00f9. I sintomi aggravano in tempi ancora pi\u00f9 lunghi (8). Bisogna notare che gli effetti di dosi basse al mercurio organico manifestano i danni da loro prodotti in tempi lunghi.<br \/>\nIl MM \u00e8 particolarmente dannoso per il cervello in via di formazione.<br \/>\nNei casi degli avvelenamenti di Minamata (Giappone), sono stati notati danni cerebrali-neurologici severi per esposizione prenatale, nonostante che le madri avessero livelli ematici di mercurio normali, tipiche di persone non esposte (9). Questo \u00e8 stato confermato da esperimenti su animali (10). Da notare che anche in questo caso si parla di alterazioni comportamentali e neurologiche a bassa dose di esposizione!<br \/>\nIl danno al sistema nervoso centrale in via di sviluppo differisce, come patologia e come meccanismo di azione, da quello che soffre un cervello sviluppato (11). Si considera all\u2019incirca che la sensibilit\u00e0 del SNC del bambino sia 10 volte pi\u00f9 sensibile di quello dell\u2019adulto.<br \/>\nL\u2019aspetto biochimico di base \u00e8 l\u2019azione selettiva sui microtubuli del citoscheletro delle cellule neuronali. Infatti il monomero della tubulina (componente fondamentale del citoscheletro) contiene gruppi \u2013SH, che hanno una grande affinit\u00e0 per il mercurio.<br \/>\nIl processo di assemblaggio e smontaggio del citischeletro, che avviene continuamente durante la vita cellulare, viene inibito e disorganizzato (12). Tali aspetti sono fondamentali per la divisione cellulare e la migrazione cellulare nel differenziamento e ci\u00f2 si correla bene con le osservazioni sulle patologie del cervello danneggiato per esposizione al mercurio.<\/p>\n<p><strong>ALTERAZIONI NEUROLOGICHE<br \/>\n<\/strong><br \/>\nE\u2019 stato notato che l\u2019avvelenamento prenatale conduce a forme patologiche non distinguibili nel neonato da quelle tipiche delle paralisi cerebrali leggere, come evidenziato dagli studi fatti nell\u2019avvelenamento in Iraq (13).<br \/>\nI bambini iracheni hanno avuto una serie di ritardi a vari livelli in vari distretti corporei. Analisi biostatistiche hanno rilevato una correlazione chiara tra le concentrazioni di picco durante esposizione prolungata (pane contaminato) della madre durante gravidanza e frequenza di problemi neurologici nei nascituri. Questa \u00e8 la prima volta dove si \u00e8 stabilita una chiara correlazione tra dose-risposta nell\u2019uomo (14).<br \/>\nE\u2019 da notare ancora una volta la correlazione tra danni neurologici minori ed esposizione a mercurio a basse dosi (come nel caso dell\u2019esposizione prenatale ed a quella successiva a vaccinazione) e la valutazione di questi effetti a livello neurologico.<br \/>\nQuesto argomento riprende da vicino quanto discusso sugli effetti comportamentali e neurologici a lungo termine a seguito delle vaccinazioni DT (diftotetanica) (15,16). Le sottili anomalie neurologiche da \u201c encefalite \u201d pi\u00f9 o meno manifeste sono simili a quelle riscontrate negli studi di avvelenamenti di massa.<br \/>\nA proposito di comportamento alterato a seguito di danni neurologici da vaccinazioni, \u00e8 stata ben evidenziata la correlazione davvero sconcertante tra l\u2019incremento dell\u2019autismo, ad andamento quasi \u201c epidemico \u201c, e le vaccinazioni. E\u2019 stata infatti chiaramente delineata l\u2019ipotesi che le vaccinazioni possano causare l\u2019insorgenza delle sindromi artistiche nei bambini (17).<br \/>\nLa correlazione tra esposizione a metilmercurio e ritardi comportamentali nello sviluppo dei bambini \u00e8 stato postulato anche molto di recente, confermando la seriet\u00e0 dei dubbi sulle lesioni a lungo termine del sistema nervoso centrale per effetto dell\u2019esposizione a basse dosi di mercurio organico nei bambini (18).<br \/>\nSulle lesioni del mercurio organico a carico del sistema nervoso centrale e particolarmente della sostanza grigia del cervello (con tutte le patologie da essi derivate) si rimanda alla letteratura specializzata facilmente reperibile (v. es. 6).<br \/>\n<strong><br \/>\nLIMITI DI ESPOSIZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Nella Tabella 1 che segue si riportano i limiti di esposizione al mercurio.<br \/>\nDa notare che l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (WHO) non si pronuncia sulla quantit\u00e0 giornaliera ma sulla quantit\u00e0 settimanale: il limite \u00e8 3,3 microg\/kg\/settimana (20) che equivale a 0,47 microg\/kg\/giorno.. Il riferimento del limite \u201cper settimana\u201d \u00e8 sorprendente poich\u00e9 sembra \u201cdiluire\u201d il problema nel tempo: infatti una dose vaccinale superiore ai limiti su base giornaliera pu\u00f2 essere considerata accettabile se suddivisa nell\u2019arco di una settimana.<br \/>\nIn un altro documento dell\u2019OMS (21) si legge che per i bambini il limite di esposizione al mercurio pu\u00f2 essere di 159 microg\/kg\/anno.<br \/>\nQuesto limite annuale, se calcolato su base giornaliera, equivale a 0,43 microg\/kg di peso corporeo\/giorno: questo dato \u00e8 consistente come quello citato in precedenza (riferimento 20) se riferito al valore giornaliero. In ambedue i documenti, quindi, vengono dati dei limiti che, se espressi su base giornaliera, sono decisamente superati dalle quantit\u00e0 presenti nei vaccini, come evidenziato nella Tabella 2 (\u00b5g = microgrammi).<br \/>\nCome si pu\u00f2 osservare, in una seduta vaccinale che preveda esclusivamente la somministrazione di vaccini obbligatori, e cio\u00e8 sia la vaccinazione DT (vaccini Anatoxal o Di-Te-all) sia la vaccinazione per l\u2019epatite B (vaccini Engerix o Recombivax) viene inoculata una quantit\u00e0 di mercurio nettamente superiore a quelle considerate come limiti di esposizione per un bambino di tre mesi (5 kg di peso).<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" class=\"black\" >\n<colgroup>\n<col width=\"463\" \/>\n<col width=\"247\" \/><\/colgroup>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\" >\n<p>Agenzia <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left; \" >\n<p>Valori limite proposti <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>EPA (Environmental Protection Agency) (19) <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>0,10 microg\/kg\/giorno <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left\">\n<p>ATSDR (Agency for Toxic Substances and  <\/p>\n<p>Desease Registry) (19) <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:2.2292in; \">\n<p>0,33 microg\/kg\/giorno <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>FDA (Food and Drug Administration) (19) <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>0,40 microg\/kg\/giorno <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>WHO (World Health Organization) (20) <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left; \">\n<p>3,30 microg\/kg\/settimana <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table >\n<p>\n<b>Tabella 2. Contenuto di mercurio nelle preparazioni vaccinali pi\u00f9 comuni <\/b><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"177\" \/>\n<col width=\"177\" \/>\n<col width=\"178\" \/>\n<col width=\"178\" \/><\/colgroup>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\" >\n<p>Vaccino <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Quantit\u00e0 di mercurio <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\" >\n<p>Due vaccini in un giorno per bambino di 3 mesi, 5 kg di peso <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\" >\n<p>Limiti die EPA e FDA per un bambino di 3 mesi, 5 kg di peso <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>\u00b5g\/dose <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>\u00b5g totali <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\" >\n<p>\u00b5g totali <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" style=\"text-align:left;\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"177\" \/>\n<col width=\"177\" \/>\n<col width=\"178\" \/><\/colgroup>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" style=\"text-align:left;\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"177\" \/>\n<col width=\"177\" \/><\/colgroup>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Engerix  <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>12,0 <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Anatoxal <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>24,7 <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Engerix + Anatoxal <\/p>\n<p><span>12,0 + 24,7 = <\/span><span>36,7<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left\">\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" style=\"text-align:left;\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"177\" \/>\n<col width=\"177\" \/><\/colgroup>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Imovax <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>24,7 <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Recombivax <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>12,0 <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Di-Te-all <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>24,7 <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>Recombivax + Di-Te-all : <\/p>\n<p><span>12,0 + 24,7 = <\/span><span><span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<p>0,5 (EPA) <\/p>\n<p>2,0 (FDA) <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>I dati dimostrano in modo evidente che nei vaccini sono contenute quantit\u00e0 tali che, se iniettate, sono superiori a quelle considerate come limite di esposizione. Se poi vengono iniettati anche altri vaccini, contenenti mercurio, ma non obbligatori, \u00e8 chiaro che il mercurio iniettato \u00e8 ancora maggiore.<\/p>\n<p>Viene comunque osservato che i limiti federali USA non si riferiscono a situazioni di dosi intermittenti (come nel caso delle vaccinazioni) (19), cosa che costituirebbe una situazione aggravante.<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 interessante notare che dal punto di vista tossicologico \u00e8 molto diverso somministrare una dose, di un prodotto tossico, tutta in una volta o dilazionata nel tempo. Recenti indagini sugli effetti neurologici negativi in bambini per esposizione al metilmercurio suggeriscono che dosi significative prese in maniera intermittente e dilazionata (come nelle vaccinazioni) sono pi\u00f9 dannose che dosi minori prese in modo continuo (22). Questo dato \u00e8 stato confermato da due studi condotti su popolazioni che hanno subito intossicazioni da metilmercurio dopo esposizione a dosi considerate \u201c sicure \u201c (23,24)! In particolare sono stati seguiti parecchi bambini dalla gravidanza fino all\u2019et\u00e0 di 5-7 anni, studiandone lo sviluppo e gli aspetti neurologici comportamentali.<\/p>\n<p>Quindi sostenere che il mercurio annuale a cui sono sottoposti i bambini per le vaccinazioni \u00e8 comunque somministrato in quantit\u00e0 limitata per cui \u00e8 possibile sopportarlo senza conseguenze, non ha nessuna base ragionevole, in quanto l\u2019effetto di dosi alte e ripetute \u00e8 completamente diverso di quello di dosi molto basse e prese in continuo.<\/p>\n<p>Questo dibattito ricorda quello sul piombo, (altro metallo presente come il mercurio) alcuni anni fa: dopo anni di studio si \u00e8 constatato che effetti sottili e pericolosi da esposizione su tempi lunghi possono essere registrati a dosi progressivamente sempre pi\u00f9 basse di piombo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha portato ad una continua e drastica diminuzione dei limiti definiti accettabili di esposizione (25). Nessuno oggi si sognerebbe di mettere del piombo in qualsiasi preparato da iniettare nel corpo umano: questo \u00e8 ovvio in quanto decenni di esposizione a livello industriale e lavorativo hanno permesso di verificare i danni dell\u2019esposizione al piombo anche a livelli molto bassi.<\/p>\n<p>La presa di coscienza di questo ha creato la consapevolezza diffusa ed accettata ormai da tutti della sua pericolosit\u00e0. La stessa cosa vale col mercurio, che essendo un materiale forse meno diffuso del piombo, ma forse pi\u00f9 velenoso, non ha ancora elevato il livello di vigilanza consapevole della societ\u00e0 nei confronti della sua pericolosit\u00e0 (intendiamo riferirci anche al mercurio contenuto nelle amalgame dentarie)..<\/p>\n<p><strong>ALLUMINIO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019alluminio \u00e8 stato sempre considerato innocuo soprattutto a causa del bassissimo livello di assorbimento intestinale tra lo 0,01 e 0,3 %, in condizioni di buona salute (26,27).<\/p>\n<p>L\u2019organismo umano ha sviluppato meccanismi molto efficienti per l\u2019eliminazione dell\u2019eccesso di alluminio dal corpo, la cui presenza globale rimane molto bassa.<\/p>\n<p>Il suo ruolo biologico sembra essere quello di stimolo dell\u2019accrescimento cellulare e dell\u2019intero organismo animale in dosi molto basse, mentre a dosi pi\u00f9 alte diventa rapidamente tossico (26). E\u2019 comunque ormai riconosciuto che l\u2019alluminio \u00e8 un elemento tossico sia per gli animali da esperimento sia per l\u2019uomo (28).<\/p>\n<p>Il rilascio di alluminio presente nel terreno a causa delle piogge acide, il suo utilizzo nel trattamento delle acque, come additivo nel cibo e nei medicinali e soprattutto iniettato direttamente nel circolo sanguigno con le vaccinazioni hanno notevolmente aumentato il rischio di intossicazione della popolazione.<\/p>\n<p>Studi epidemiologici hanno confermato una correlazione significativa tra l\u2019insorgenza di disordini mentali (come ad esmpio il morbo di Alzheimer) e la contaminazione dovuta al contenuto di alluminio nell\u2019acqua potabile (29,30).<\/p>\n<p>La principale preoccupazione riguarda l\u2019impatto dell\u2019alluminio sulla salute umana e la sua tossicit\u00e0 in caso di esposizione eccessiva. Ad esempio l\u2019encefalopatia da dialisi nel caso di soggetti con deficienze renali croniche e sottoposti a dialisi continue \u00e8 stata associata all\u2019aumento di alluminio presente nel sistema nervoso centrale.<\/p>\n<p>L\u2019alluminio veniva sistematicamente assorbito dall\u2019acqua di dialisi (31). L\u2019eccesso di alluminio danneggia inoltre anche lo scheletro, riducendo marcatamente la formazione dell\u2019osso. E\u2019 da notare che a causa dell\u2019efficienza dell\u2019organismo umano nell\u2019eliminare l\u2019alluminio in condizioni di non esposizione e buon funzionamento degli organi di assorbimento (intestino) ed escrezione (reni), la concentrazione nel sangue in persone non esposte \u00e8 molto bassa: 6-7 microgrammi\/l (32,33).<\/p>\n<p><strong>LIMITI DI ESPOSIZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Nella tabella 3 vengono riportate le quantit\u00e0 di alluminio presenti in alcune delle preparazioni vaccinali pi\u00f9 comuni, le quantit\u00e0 giornaliere ricevute da un bambino nel caso di una seduta vaccinale con due vaccinazioni contemporanee e il valore di esposizione considerato come limite oltre il quale si possono avere pericoli per la salute (\u00b5g=microgrammi).<\/p>\n<p>Esiste una ricca letteratura sulla fisiopatologia e biochimica dell\u2019alluminio dovuta all\u2019aumento dell\u2019attenzione verso questi problemi nell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p>Tabella 3. Contenuto di alluminio nelle preparazioni vaccinali pi\u00f9 comuni<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"142\" \/>\n<col width=\"99\" \/>\n<col width=\"97\" \/>\n<col width=\"180\" \/>\n<col width=\"192\" \/><\/colgroup>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >Vaccino <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >Composto <\/p>\n<p >di alluminio <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >Quantit\u00e0  <\/p>\n<p >di alluminio  <\/p>\n<p >nel composto <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p >Due vaccini in uno solo  <\/p>\n<p >per un bambino di 3 mesi,  <\/p>\n<p >5 kg di peso <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p >Limite die  <\/p>\n<p >per un bambino di 3 mesi,  <\/p>\n<p >5 kg di peso <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >\u00b5g\/dose <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >\u00b5g\/dose <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p ><span >\u00b5<\/span><span >g\/totali<\/span><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p ><span >\u00b5<\/span><span >g\/totali<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td colspan=\"5\" style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td colspan=\"3\" style=\"text-align:left;\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"142\" \/>\n<col width=\"99\" \/>\n<col width=\"97\" \/><\/colgroup>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >Engerix <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >  475<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >164 <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p >Engerix+Imovax <\/p>\n<p ><span >164+432=<\/span><span>596<\/span><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"192\" \/><\/colgroup>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p ><span >5 <\/span><span >(20)*<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td colspan=\"5\" style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >Imovax <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >1.250 <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >432 <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >Anatoxal <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >2.000 <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >442 <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td colspan=\"3\" style=\"text-align:left;\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\" class=\"black\">\n<colgroup>\n<col width=\"142\" \/>\n<col width=\"99\" \/>\n<col width=\"97\" \/><\/colgroup>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >Recombivax <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p><span >   <\/span><span >250<\/span><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >  86<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<td colspan=\"2\" style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p >Recombivax + Di-Tet-all: <\/p>\n<p ><span >86+691=<\/span><span >777<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >Di-Tet-all <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.8944in; \" >\n<p >2.000 <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:0.875in; \" >\n<p >691 <\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.625in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<td style=\"text-align:left;width:1.7292in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td colspan=\"5\" style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p >\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr >\n<td colspan=\"5\" style=\"text-align:left;width:1.2792in; \" >\n<p ><span >* Considerando un assorbimento medio del  0,1% (26; 27)<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Di seguito si forniranno alcuni elementi su come l\u2019alluminio introdotto come idrossido o fosfato direttamente all\u2019interno del corpo (come nel caso delle vaccinazioni) possa essere solubilizzato nel sangue e possa, legandosi alle molecole biologiche del corpo, passare la barriera emato-encefalica ed accumularsi nel sistema nervoso centrale, oltre che in altri organi del corpo.<br \/>\n<strong><br \/>\nSOLUBILIZZAZIONE \u201cBIOLOGICA\u201d DEI COMPOSTI DELL\u2019ALLUMINIO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idrossido di alluminio idrolizza intorno alla neutralit\u00e0 (pH 7) formando complessi misti con lo ione idrossido. Lo scambio di leganti (la sostituzione dell\u2019idrossido con altre molecole leganti) avviene facilmente nel sangue e nelle cellule.<\/p>\n<p>L\u2019idrossido di alluminio \u00e8 molto poco solubile a pH 6 mentre a pH 7.4 (pH fisiologico) la sua solubilit\u00e0 \u00e8 di circa 8-10 mM (millimolare, millimoli\/litro). Sotto forma di fosfato la sua solubilit\u00e0 aumenta circa 20 mM (34). In realt\u00e0 la presenza di molecole biologiche aumenta in maniera enorme la solubilit\u00e0 dell\u2019alluminio, anche di alcuni ordini di grandezza. Queste molecole sono le proteine di trasporto presenti nel sangue (quali la transferrina e la siro albumina), molecole contenenti gruppi di fosfato (quali l\u2019ATP e altri nucleotidi), i fosfolipidi (gli acidi fosfatidici e le fosfatidilcoline, componenti fondamentali ubiquitari delle membrane cellulari), molecole contenenti gruppi alcolici (quali zuccheri) o carbossilici (la presenza di citrato aumenta enormemente l\u2019assorbimento intestinale) ed altre molecole (quali l\u2019inositolo esafosfato, molecola regolatrice del funzionamento dell\u2019emoglobina), ecc. (34).<\/p>\n<p>E\u2019 importante entrare un po\u2019 pi\u00f9 nel dettaglio per alcuni di questi complessi.<\/p>\n<p>-Complesso transferrina-alluminio.<\/p>\n<p>E\u2019 ormai accertato che gran parte dell\u2019alluminio nel sangue viene catturato dalla transferrina, a cui si lega in maniera molto forte (35). Tale proteina \u00e8 quindi in grado facilmente di complessate l\u2019alluminio, solubilizzandolo. In condizioni fisiologiche solo un terzo dei siti di legame disponibili della transferrina sono occupati (principalmente dal ferro, da cui il nome della proteina) per cui esiste una grande capacit\u00e0 di riserva di legare l\u2019alluminio.<\/p>\n<p>E\u2019 stato stimato che la concentrazione dell\u2019alluminio per la sola transferrina pu\u00f2 aumentare fino a 50 mM (36). Per capire questo numero si consideri che sommando l\u2019alluminio iniettato in una seduta vaccinale contenuto in due vaccini si ottiene una quatit\u00e0 di circa 700 microgrammi di alluminio (vedi Tabella 3), che considerato il volume di sangue di un bimbo di tre mesi corrisponde ad una concentrazione di circa 0,050 mM. Dai dati riportati pi\u00f9 sopra \u00e8 evidente che la solubilit\u00e0 dell\u2019idrossido di alluminio (ca. 8-10 mM) e la complessazione con la transferrina (50 mM) bastano da sole a solubilizzare tutto l\u2019alluminio iniettato. A questo si sommano anche tutti gli altri effetti citati: esistono molte molecole nel sangue contenenti gruppi fosfato (37) (il fosfato di alluminio come tale raggiunge una solubilit\u00e0 fino a 20 mM) e carbossilici capaci di legarsi fortemente all\u2019alluminio. Tutte queste interazioni sono state studiate (35-37).<\/p>\n<p>La cinetica (cio\u00e8 la formazione del complesso nel tempo) \u00e8 stata studiata ed \u00e8 risultata abbastanza lenta: ci vogliono giorni affinch\u00e9 le varie specie si distribuiscano nei tessuti (34,38) ed \u00e8 per questo che l\u2019idrossido di alluminio \u201c funziona \u201d come adiuvante nei vaccini, in quanto comunque la solubilizzazione \u00e8 completa ma lenta. Infatti, nella maggior parte dei casi i pomfi o edemi dopo le iniezioni vaccinali scompaiono nel giro di poche ore-giorni indicando l\u2019avvenuto assorbimento o solubilizzazione. Si noti che l\u2019escrezione dell\u2019alluminio in condizioni normali non supera i 20-30 microgrammi al giorno (26).<\/p>\n<p>Anche questo caso, come per il mercurio, l\u2019interazione forte con i componenti cellulari, non permette una pronta e immediata escrezione per via renale.<\/p>\n<p>In effetti, sarebbe interessante (come nel caso del morbo di Alzhmeier, ecc.) conoscere l\u2019accumulo dei metalli tossici nei vari organi bersaglio dopo vaccinazione.<\/p>\n<p>Rimane il fatto che, come nel caso del mercurio vaccinale, una quantit\u00e0 notevole di metallo \u00e8 introdotto direttamente all\u2019interno dell\u2019organismo che, non potendolo eliminare in fretta, si trova invaso prima a livello sanguigno e poi a livello tessutale da metalli fortemente interagenti con molecole biologiche e quindi difficilmente eliminabili in tempi brevi.<\/p>\n<p>-Complesso fosfolipidi di membrana ed alluminio. Il legame tra alluminio e fosfolipidi di membrana \u00e8 stato studiato ed ha rivelato come comporti un\u2019alterazione significativa della struttura dei globuli rossi, la cui membrana viene modificata radicalmente, alterando i processi di trasporto ionico (l\u2019effetto del ferro nelle stesse condizioni \u00e8 nullo).<\/p>\n<p>Inoltre gli effetti di alterazione del metabolismo cellulare e dei processi enzimatici delle cellule normali e neuronali sono notevoli (39). E\u2019 stato stimato che una concentrazione di alluminio di 20-50 mM sposta quasi completamente (a causa della alta affinit\u00e0) quasi tutti gli ioni divalenti delle membrane cellulari in condizioni fisiologiche, con gravi alterazioni della funzionalit\u00e0 cellulare (37).<\/p>\n<p>Uno dei meccanismi di entrata dell\u2019alluminio all\u2019interno delle cellule e di conseguenza la sua capacit\u00e0 di penetrare la barriera emato-encefalica \u00e8 collegata ai siti recettori della transferrina presenti in tutte le cellule comprese quelle della barriera encefalica e del sistema nervoso (40).<\/p>\n<p>L\u2019alluminio si accumula soprattutto nei lisosomi (all\u2019interno della cellula) alterando tra l\u2019altro la permeabilit\u00e0 della membrana. Esperimenti preliminari hanno dimostrato la presenza di una sensibilit\u00e0 individuale all\u2019assorbimento di alluminio (attraverso il meccanismo dei recettori sopramenzionati) in certi soggetti in perfetto stato di salute (la presenza cio\u00e8 di un fenotipo allumino-sensibile) (34).<\/p>\n<p><strong>STUDI EPIDEMIOLOGICI<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 stata trovata una correlazione tra alluminio presente nell\u2019acqua potabile e il morbo di Alzheimer, demenza e incapacit\u00e0 cognitive. Questa correlazione \u00e8 molto sconcertante in quanto la scarsa quantit\u00e0 di alluminio presente nell\u2019acqua contribuisce solo in piccola quantit\u00e0 all\u2019apporto di alluminio giornaliero ingerito. Tutte queste malattie (inclusa la demenza associata ai dializzati) sono caratterizzate da un accumulo anormale di alluminio nei tessuti e nelle cellule neuronali, fino a 20-30 volte la quantit\u00e0 normale nella corteccia cerebrale ed anche 120 volte nel fegato (41).<\/p>\n<p>La speciazione del metallo, cio\u00e8 la formazione di complessi particolari con molecole biologiche a seconda della modalit\u00e0 fisiologica di introduzione, gioca un ruolo fondamentale sulla tossicit\u00e0 dell\u2019alluminio.<\/p>\n<p>In base a tutte queste considerazioni e agli studi citati si pu\u00f2 concludere che:<\/p>\n<p>-la concentrazione di alluminio per litri di sangue viene comunemente accettata come valore diagnostico dell\u2019intossicazione acuta da alluminio. E\u2019 evidente che l\u2019accumulo preferenziale nei vari tessuti avviene lentamente nel tempo. Tale argomento \u00e8 giustificato dalla notevole capacit\u00e0 delle molecole biologiche presenti nel sangue di legare e solubilizzare il metallo;<\/p>\n<p>-esistono studi sulla fisiopatologia, biodisponibilit\u00e0, distribuzione tessutale e cellulare e relative caratteristiche in funzioni nel tempo;<\/p>\n<p>-bisogna sottolineare che l\u2019alluminio vaccinale non \u00e8 filtrato dalle varie barriere naturali fisiologiche, ma immesso direttamente nel circolo sanguigno, dove entra in contatto immediato con le molecole (proteine, recettori cellulari, ecc) e pu\u00f2 quindi espletare il suo effetto senza possibilit\u00e0 di essere \u201cneutralizzato\u201d o eliminato come avviene naturalmente per vie naturali. Questo \u00e8 ancor pi\u00f9 vero nel caso in cui le funzioni renali del bambino non siano perfettamente a posto: L\u2019eliminazione renale \u00e8 il sistema pi\u00f9 importante di eliminazione del metallo dal corpo. E\u2019 noto, infatti, che la demenza che si sviluppava nei malati di reni cronici dializzati sia dovuta all\u2019accumulo di alluminio durante il processo di dialisi. E\u2019 noto comunque che il sistema renale nel bambino appena nato \u00e8 ancora in via di completamento funzionale.<\/p>\n<p>Se a questo si aggiunge la possibilit\u00e0 che il bambino possa avere una disfunzione subpatologica renale, si pu\u00f2 immaginare che l\u2019immissione nel sangue di quantit\u00e0 cos\u00ec rilevanti di alluminio possa comportare effetti patologici.<\/p>\n<p>Per avere un\u2019idea dei numeri si pensi che la quantit\u00e0 ingerita da una persona al giorno varia da 10 a 40 mg\/giorno ma solo una minima quantit\u00e0 viene assorbita, circa lo 0,1% (valore medio) (26,27) che corrisponde a circa 10-40 microgrammi\/giorno. Come ricordato pi\u00f9 sopra, in una seduta vaccinale si arriva tranquillamente a 600 microgrammi direttamente all\u2019interno dell\u2019organismo!<\/p>\n<p>-\u00e8 da notare, come nel caso di intossicazione da mercurio organico, che le patologie correlate all\u2019alluminio sono patologie che insorgono lentamente, nel corso dei mesi ed anni, spesso iniziando con sintomi sub-clinici.<\/p>\n<p>1^ \u201cConferenza Internazionale su Metalli e Cervello, dalla neurochimica alla neurodegenerazione\u201d (First International Conference on Metals and Brain: From Neurochemistry to Neurodegeneration).<\/p>\n<p>Questa Conferenza si \u00e8 tenuta presso l\u2019Universit\u00e0 di Padova il 20-23 settembre 2000 ed ha elaborato un documento \u201cAlluminium and health\u201d. Recommendations\u201d (alluminio e salute. Raccomandazioni) sugli effetti dell\u2019alluminio. Nel documento si legge \u201cInoltre, una concentrazione aumentata di alluminio nelle formulazioni alimentari per infanti o nelle soluzioni alimentari per nutrizione parenterale domestica \u00e8 stata associata con conseguenze neurologiche e malattie metaboliche a carico delle ossa, caratterizzate quest\u2019ultime da un rallentamento della velocit\u00e0 di formazione\u201d.<\/p>\n<p>Questo documento \u00e8 stato firmato da decine di scienziati di tutto il mondo ed \u00e8 stato mandato come documento-guida a tutti gli enti governativi nazionali ed internazionali (OMS, FDA, Ministero della Sanit\u00e0, ecc.).<\/p>\n<p>Le linee guida sono quelle di eliminare il pi\u00f9 possibile l\u2019alluminio da tutte le fonti alimentari e non alimentari, per ridurre il rischio di esposizione nociva soprattutto per categorie a rischio quali bambini, malati di reni, anziani, ecc. In particolare, riprendendo anche le raccomandazioni del Congresso di Oslo del 1988 \u201cAlluminio e salute\u201d, si raccomanda (le frasi tra virgolette sono citazioni letterali del documento):<\/p>\n<p>-\u201cle persone a rischio di sovraesposizione per l\u2019alluminio sono: infanti, persone con insufficienza renale, persone anziane e pazienti con nutrizione parenterale. In tutte queste persone la concentrazione di alluminio nel siero deve essere al di sotto di 30 microgrammi\/l\u201d (Si noti che si parla do concentrazioni per litro di sangue, implicando la presenza dell\u2019alluminio solubilizzato).<\/p>\n<p>-\u201cesposizione parenterale: c\u2019\u00e8 un consenso generale che il contenuto di alluminio p.e. nei fluidi utilizzati per bambini e adulti con insufficienza renale o sottoposti a dialisi debba essere il pi\u00f9 bassa possibile, in ogni caso inferiore a 10 microgrammi\/l\u201d;<\/p>\n<p>-\u201cesposizione ambientale: non \u00e8 provato che l\u2019alluminio sia cancerogeno (rapporto canadese del 1993).<\/p>\n<p>E\u2019 provato invece che l\u2019esposizione all\u2019alluminio provochi deficit neurologici. Sarebbe utile monitorare l\u2019alluminio totale contenuto nel siero (!) e nelle urine (come test do funzionalit\u00e0 renale specifico) nei lavoratori a rischio\u201d.<\/p>\n<p>-\u201cI bambini nati prematuramente sono a rischio a causa del loro apparato renale incompleto. Attenzione particolare deve essere diretta al latte artificiale (a base di soia) che potrebbe contenere troppo alluminio\u201d.<\/p>\n<p>-\u201cNegli emodializzati una concentrazione di alluminio di 30 microgrammi\/l nel siero deve essere considerata a rischio\u201d (Si noti che questa soglia era di 60 microgrammi\/l nei documenti della CEE del 1986!).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 notare infine che le concentrazioni limite citate nel documento sono espresse in microgrammi per litro di sangue (g\/l). Per ragioni di confronto, si consideri allora la domanda: \u00e8 possibile calcolare la concentrazione per litro di sangue delle quantit\u00e0 di alluminio iniettate durante la vaccinazione? Nell\u2019ipotesi che i composti contenenti alluminio presenti nei vaccini vengano completamente solubilizzati (ipotesi verosimile in base a quanto discusso pi\u00f9 sopra), la risposta \u00e8 affermativa. Per rispondere a questa domanda bisogna considerare i seguenti punti:<\/p>\n<p>&#8211; il valore medio di alluminio iniettato in una seduta vaccinale tipica (due vaccinazioni); \u00e8 di circa 600 microgrammi (v. Tabella 3);<\/p>\n<p>&#8211; la quantit\u00e0 di sangue presente in media in un bambino di 3 mesi \u00e8 di circa 0,5 litri (42);<\/p>\n<p>&#8211; la concentrazione nel sangue dopo solubilizzazione dei composti di alluminio vaccinali nel sangue \u00e8 quindi di 600\/0,5 microgrammi\/l (32,33);<\/p>\n<p>&#8211; la quantit\u00e0 di alluminio nel sangue di persone non esposte \u00e8 di circa 6-7 microgrammi\/l (32,33);<\/p>\n<p>&#8211; ne consegue che nel bambino vaccinato la concentrazione di alluminio \u00e8 1200\/6=200 volte superiore a quella di una persona non esposta.<\/p>\n<p>Di conseguenza, \u00e8 evidente da questa analisi che le quantit\u00e0 iniettate durante una seduta vaccinale sono ben superiori a quelle suggerite come limiti di sicurezza (vedi Tabella 3 e Raccomandazioni della Conferenza Internazionale di Padova).<\/p>\n<p>In conclusione, le dosi di mercurio e di alluminio presenti nelle preparazioni vaccinali, rappresentano un potenziale rischio per la salute umana in quanto superiori ai limiti di sicurezza stabiliti a livello nazionale ed internazionale. Sottovalutare il rischio associato alla presenza di metalli tossici nei preparati vaccinali significa minimizzare inutilmente un problema potenzialmente critico per tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/strong><\/p>\n<p>1. IARC \u2013 International Agency for Research on Cancer (World Health Organization), 1993, vol. 58, p. 239-346.<\/p>\n<p>2. Laszl\u00f3 Magos \u201cPhisiology and Toxicology of mercury\u201d, Met. Ions Biol. Syst. 1997, 34 (Mercury and its effects on environment and biology), 321-370.<\/p>\n<p>3. M. Crepet \u201cMedicina del lavoro\u201d, UTET 1979, 570-582.<\/p>\n<p>4. T.W. Clarkson The toxicology of mercury\u201d Crit. Rev. Clin. Lab. Sci. 1979, 34,369-343.<\/p>\n<p>5. A. Picot, NN. Proust \u201cLe mercure et ses composes. De la speciation \u00e0 la toxicit\u00e8&#8221;, Actual. Chim Avril 1998, 16-24.<\/p>\n<p>6. Casarett,Doull\u2019s &#8220;Toxicology \u2013 The basic science of poison &#8221; , 5Th ed. 1990.<\/p>\n<p>7. C.T. Walshe et al. &#8220;Molecolar basis of bacterial resistence to organomercurial and inorganic salts\u201d FASEB J, 1988, 2,124-130.<\/p>\n<p>8. F. Bakir et al. &#8220;Methylmercury poisoning in Iraq&#8221; Science, 1973, 181,230-241.<\/p>\n<p>9. T. Tsubaki et al. &#8220;Minamata desease&#8221; 1997, Tokyo : Kodansha Ltd.<\/p>\n<p>10. J.M. Spyker et al. &#8220;Subtle consequences of methylmercury exposure : behavioral deviations in offspring of treated mothers\u201d Science, 1972, 177,621-623.<\/p>\n<p>11. L.W. Lapham et al. &#8220;An analysis of autopsy brai tissue from infants prenatally exposed to methylmercury\u201d Neurotoxicology 1995,16,689-704.<\/p>\n<p>12. K. Miura et al. &#8220;Mechanism of methylmercury citotoxicity&#8221; Crit. Rev. Toxicol. 1987, 18, 161-188.<\/p>\n<p>13. D.O. Marsh et al. \u201cFetal methylmercury poisoning: clinical and toxicological data on 29 cases\u201d Arch. Neurol. 1980,348-353.<\/p>\n<p>14. B. Cox et al. &#8220;Dose response analysis of infants prenatally exposed to methylmercury. An application of a single compartment model to single strand hair analysis\u201d Environ. Res. 1989, 640-649.<\/p>\n<p>15. H.L. Coulter, B.L. Fisher \u201cA shot in the dark\u201d,Avery Pub. Group inc., Garden City Park, New York, 1991.<\/p>\n<p>16. H.L. Coulter \u201cVaccination, social violence and criminality\u201d di (North Atlantic Book, The Center of Empirical Medicine, Washington, DC, 1990).<\/p>\n<p>17. \u201c Autismo e deficit attentivo, dalle vaccinazioni all\u2019approccio nutrizionale\u201d, atti della Commissione del Senato USA sulle Riforme, Palazzo del Congresso, Washington, Gioved\u00ec, 6 aprile 2000 Relazione introduttiva del SenatoreDan Burton.<\/p>\n<p>18. G.J. Myers et al. &#8220;Does methylmercury have a role in causing developmental disabilities in children ?\u201d Environ. Health Perspect. 2000, 108, 413-420.<\/p>\n<p>19. American Accademy of Pediatrics \u2013 Thiomersal in Vaccines \u2013 An interim Report to clinicans, Pediatrics, 1999, 104, 3, 570-574.<\/p>\n<p>20. \u201cTrace elements in human nutrition and health\u201d World Health Organization (1996) (Traduzione ufficiale: Istituto Scotti Bassani \u2013 Milano) \u201cGli oligoelementi nella nutrizione e nella salute dell\u2019uomo\u201d, Scheda Informativa n\u00b0 3-4\/96, Direttore Responsabile Adriano Zagato, 1996.<\/p>\n<p>21. W.H.O. Weekly Epidemiological Record, 2000, 2, 14 January.<\/p>\n<p>22. N.A Halsey \u201c Limiting infant exposure to thiomersal in vaccines and other souces of mercury\u201d JAMA 1999, 282, 18.<\/p>\n<p>23. P. Grandjean et al. &#8220;Cognitive performance of children prenatally exposed to &#8220;safe&#8221; levels of methylmercury\u201d Environ. Res. 1998, 77, 165.<\/p>\n<p>24. P.W. Davidson et al. &#8220;Effects of prenatal and postnatal methylmercury exposure from fish consuption on neurodevelopment : outcomes at 66 months of age in the Seychelles child development study&#8221; JAMA, 1998, 280, 701-707.<\/p>\n<p>25. National Academy of Sciences and national Research Counsil \u201cMeasuring lead exposure in infant, children and other sensitive population\u201d, Washington DC, National Academy Press, 1993.<\/p>\n<p>26. P. Zatta, P. Zanbenedetti \u201cLa fisiopatologia dell\u2019alluminio\u201d Le Scienze, 1995, 325, 28-35.<\/p>\n<p>27. F.S.E. Monteagudo et al. Med Toxicol. 1989, 4, 1.<\/p>\n<p>28. P.O. Ganrot &#8220;Methabolism and possible health effects of aluminium\u201d 1986, 65, 363-441.<\/p>\n<p>29. W.F. Forbes et al. &#8220;Concerning the role of aluminium on causing dementia&#8221; Exp. Gerontology 1995, 30, 23-32.<\/p>\n<p>30. D.R.C. McLaclhan \u201cAluminium and the risk for Alzheimer desease\u201d Environmetrics 1995, 6,233-275.<\/p>\n<p>31. A.C. Alfrey \u201cAluminium\u201d in Trace elements in human and animal nutrition, W. Mertz. Ed., 5a ed, vol. 2, Academic Press, Orlando, (1986), 399-413.<\/p>\n<p>32. P. Apostoli \u201cValori di riferimento degli elementi in traccia nei fluidi biologici\u201d Annali dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 1995, 31, 2, 261-274.<\/p>\n<p>33. \u201cValori di riferimento e\/o valori accettabili di alcuni indicatori biologici di esposizione professionale\u201d, Universit\u00e0 degli Studi di Torino, Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro, Sezione Medicina del Lavoro, Sezione di Tossicologia ed Epidemiologia Industriale, anno accademico 1993-1994.<\/p>\n<p>34. W.R. Harris et al &#8220;Speciation of aluminium in biological system\u201d J. Toxicol. Environ. Health 1996, 543-568.<\/p>\n<p>35. W.R. Harris, J. Sheldon \u201cEquilibrium constant for the binding of aluminium to human serum transferring\u201d Inorg. Chem. 1990, 29, 119-124.<\/p>\n<p>36. P.O. Ganrot &#8220;Metabolism and possible health effects of aluminium\u201c , Environ. Health. Perpect. 1986, 65, 363-441.<\/p>\n<p>37. T. Kiss et al. &#8220;Interaction of aluminium (III) with phosphate-binding sites : biological aspects and implications&#8221; Coordination Chem. Rev. 1996, 149, 329-346.<\/p>\n<p>38. P.M. May \u201cApplications of computer aided speciation to bioinorganic medicine Future trends\u201d in Handbook of metalligand interactions in biological fluids: bioinorganic chemistry\u201d G. Berthon, ed., 1995, M. Dekker, New York, p. 1291-1298.<\/p>\n<p>39. P. Zatta, P. Zambenedetti \u201cAluminium (III) speciation and biological effects. Implication to human and experimental toxicology\u201d in Cytotoxic, mutagenic and carcinogenic potential of heavy metals related to human environment\u201d, N.D. Hadjiliadis, ed., Kluver Acad. Pub, the Netherlands, 1997, 231-240.<\/p>\n<p>40. B. Shi, A. Haug \u201cAluminium uptake by neuroblastoma cells\u201d J. Neurochem, 1990, 55, 551-558.<\/p>\n<p>41. P. Zatta, P. Zambenedetti, M. Nicolini \u201cLa chimica dell\u2019alluminio e i sistemi biologici. Dati certi e questioni aperte\u201d La Chimica e l\u2019Industria, 1995, 77, 797-802.<\/p>\n<p>42. The International Commission on Radiological Protection, n\u00b0 23, \u201cReport of the Task Group on Reference Man\u201d, Pergamon Press, New York, 1974, pp. 32-34. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TOSSICITA\u2019 DEL MERCURIO E DELL\u2019ALLUMINIO CONTENUTI NEI VACCINI OBBLIGATORI IN ITALIA (Difto-tetano e antiepatite) Da Medicina Democratica numeri 136-138 maggio-ottobre 2001 interventi &#038; esperienza Vengono di seguito esposte alcune considerazioni sulla presenza di mercurio e di alluminio nelle preparazioni vaccinali e sulla tossicit\u00e0 delle quantit\u00e0 presenti nei vaccini nonch\u00e9 dell\u2019inadeguatezza dei limiti di esposizione nazionali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":22,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.corvelva.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}